Alle soglie della vita

<

Alle soglie della vita

di Ingmar Bergman, 1958





Con lo scorrere dei titoli di testa si ode il suono della sirena di una autombulanza sulla quale si trova Cecilia Ellius che sta per partorire. Cecilia arriva all´ospedale dove si intravedono ombre dietro i vetri e si odono voci concitate, accanto a lei c´è il marito Anders al quale Cecilia chiede se desidera veramente il figlio che sta per nascere. Ma subito Cecilia viene portata in sala parto dove abortisce. Ai medici che la rincuorano dicendole che ci sarà una prossima volta, Cecilia risponde che non ci sarà una prossima volta. Poi viene portata in una stanza dove ci sono altre due donne prossime a partorire. La prima è Stina Andersson che attende con gioia la nascita del primogenito, la seconda è Hjördis, una ragazza madre, che invece non vuole il bambino.

Il marito di Cecilia le porta un mazzo di fiori ma nasce una discussione e lei lo manda via. Le due donne accanto a lei cercano di consolarla. Hjördis intanto guarda con rabbia la stanza dove ci sono i neonati e poi va al telefono e chiama il ragazzo che l´ha messa incinta chiedendogli di andarla a trovare, ma il ragazzo si rifiuta. L´assistente sociale invita la ragazza nel suo studio per un colloquio durante il quale le illustra le meraviglie dell´assistenza svedese e la invita a rivolgersi ai genitori, ma Hjördis risponde che non può farlo perché non ha detto loro nulla. Finito il colloquio, la ragazza riesce a trovare conforto nella comprensione dell´infermiera Brita.

Stina intanto balla dalla felicità e non vede l´ora che nasca il bambino. Arriva intanto il marito con i fiori e i due si baciano. A trovare Hjördis viene una collega d´ufficio che le suggerisce di abortire, ma la ragazza rifiuta.
L´orario delle visite è terminato e le tre donne rimangono sole, intanto Stina inizia ad avere le contrazioni e viene portata in sala parto. Le due donne rimaste parlano tra di loro e anche Cecilia consiglia a Hjördis di confidarsi con sua madre.

Il parto per Stina si presenta molto difficile e le infermiere chiamano il dottore per paura di complicazioni. Si vedono intanto le puerpere con i loro bambini e subito dopo Stina che viene riportata nella stanza. Il bambino non è riuscito a superare l´ultima fase del travaglio ed è morto.

Hjördis intanto, accompagnata da Brita, va a telefonare alla madre e le racconta che aspetta un bambino e che voleva abortire ma che non ce l´ha fatta perché vuole il bambino anche se dovrà allevarlo da sola. La madre le dice di tornare a casa al più presto possibile. Prima di uscire dall´ospedale (Brita le ha dato i soldi per il treno), Hjördis ascolta Cecilia che le dice di volersi riconciliare con il marito perché

« La vera solitudine è un´acrobazia continua: la parola è sempre in agguato dentro di te . »





Se hai una storia da raccontare o dei consigli
scrivici a info@mondo-doula.it