Incontro con una guaritrice africana


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A Pontedera l´11 settembre 2009 ho potuto incontrare una guaritrice africana proveniente dal Mali insieme alla delegazione di guaritori africani ospite di un convegno sull´incontro tra le culture.

Un incontro di grandissimo interesse che mi ha fatto venire tantissima curiosità e desiderio di approfondire l´argomento. L´impressione generale è quella di una grandissima umanità nel gestire la cura, i guaritori hanno una presenza fisica fortissima, e occhi che sembrano ciechi, occhi di vecchi, pur essendo molti di loro relativamente giovani, occhi che sanno vedere dentro. Più psicoteraputi che medici, attenti nelle risposte, aperti al confronto, disponibili a spiegare molto. C´è una sola guaritrice donna tra loro, e grazie ad alcune domande del pubblico riesce a parlare e a farsi vedere “in azione”, mentre risolve un caso di una donna che ha fatto richiesta. Fanno tutti parte dell´Associazione internazionale di medicina tradizionale, seguita dai Ministeri della salute in Mali e in Senegal, è un controllo serio, basato sui risultati ottenuti, e sulle statistiche sull´efficacia delle pratiche svolte. Ognuno di loro ha una tessera di riconoscimento con segnata la supervisione svolta e gli anni di apprendistato come per qualsiasi professionista nostrano. Sono tutti specialisti di altissimo livello, la cui fama spesso valica i confini delle nazioni da cui provengono.

Ci spiegano che quando un malato va da loro, egli è malato al 100%. l´accoglienza toglie il 20% della malattia, il sentirsi importante, curato, protetto, accudito. Così il primo passo sono le domande: Perchè sei qui ? Cosa ti senti ? Cosa sta succedendo ? Poi si pratica la divinazione, per capire se quel malato può essere guarito da quel guaritore, oppure bisogna “inviarlo” ad un´altro guaritore, oppure se non è un problema di competenza della medicina tradizionale ma necessita dell´intervento di un medico “occidentale”. La divinazione si può fare in diversi modi: con la geomanzia (segni disegnati sulla terra), con il rosario, con dell´acqua dentro una zucca, o con i cauri, le conchiglie tipiche africane, con il pestello del mortaio, o anche grazie ai sogni. In Senegal succede infatti di frequente che il guaritore sogni il malato la notte prima del consulto, ancora prima di conoscerlo, così quando il malto arriva, lui ha già la risposta pronta. Si può usare la lettura della mano, o un insetto che il guaritore si infila sotto la pelle. La guaritrice Helen usa degli idoli, con collane di rosario e cauri.

Se è possibile guarirlo allora lo “prendono in cura”, e cercano di rafforzarlo, di dirgli che può guarire, che deve avere fiducia e fede, poi possono dargli una cintura di protezione per difenderlo dal male.

Le persone che consultano un guaritore possono avere fatto un brutto sogno, oppure essere tristi e angosciati per un lutto, o quando entrano i ladri per sapere chi è stato, per fare un viaggio o andare a caccia, se il figlio o la figlia si sposano con qualcuno che la famiglia non conosce. Per ogni preoccupazione, per difendersi dagli attacchi dei nemici,

le guaritrici sono specializzate in problemi femminili, rappresentano in Mali circa il 10% dei guaritori, mentre in Senegal oscillano tra il 40 e il 60%. Una guaritrice può essere specializzata in gravidanze, parto, allattamento, se una donna ha avuto più aborti, per problemi di sterilità o difficoltà a concepire, impotenza maschile o anche per separarsi dal marito o per impedire che il marito prenda una seconda o terza moglie (in Mali e in Senegal vige la poligamia).

Vi sono tre modi per diventare guaritori: per eredità familiare, in questo caso il padre o la madre scelgono il figlio o la figlia che li aiuta e li segue fin da piccoli. Questi sono i guaritori più potenti e più “certificati”. Poi è anche possibile imparare da un maestro, o diventare guaritore in seguito ad una malattia, a volte puoi anche essere rapito dagli spiriti nella boscaglia e sparire per diversi anni per tornare come guaritore.

L´apprendistato è sia pratico (raccolta delle erbe e preparazione) sia legato all´invisibile, al mondo degli antenati e della spiritualità.

Una donna del pubblico è molto preoccupata per la gravidanza della sorella chiede ad Helen di sapere come andrà. Helen la fa sedere accanto a sé, la interroga, le risponde, poi si inginocchia per terra e dispone davanti a sé due piccoli idoli, un cestino di paglia intrecciata, adorna gli idoli con delle collane di rosario, poi sistem i cauri nel cestino. I gesti sono lenti e misurati, ha un´ampia veste azzurra e nera, e in capo un fazzoletto che riprende il motivo del vestito. Si guarda intorno, spalanca gli occhi, e rimane molto concentrata, non sembra interessata alla presenza del pubblico, emana un´aura di mansuetudine e forza delicata. Dopo circa una mezz´ora si rimette a sedere. Da il responso alla donna che lo ha chiesto. La donna si alza e torna a sedere con il volto raggiante e un bellissimo sorriso luminoso.


Di

Emanuela Geraci

counselor e doula



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