Percezione di sè e immagine corporea nell´infertilità.

 
ombra gravidanza


PERCEZIONE DI SE´ E IMMAGINE CORPOREA NELL´INFERTILITA´
s.c.
Uno studio attraverso il Disegno della Figura Umana
(D.A.P. di K. Machover).
______________________________________________________________________
C. RENZI, S. DAINI
1. INTRODUZIONE
A) L´immagine corporea
Il concetto di "schema corporeo" comincia ad entrare a pieno titolo nella letteratura
scientifica intorno agli anni ´20. A coniarlo fu un francese, Bonnier, che ne parlo´ e lo
diffuse, attraverso i suoi lavori, negli anni a cavallo della fine del secolo. In periodi
successivi, soprattutto gli studi e le pubblicazioni di due studiosi, Pick (1908) e Head
(1920), il termine di "schema corporeo" o di "modello del corpo" comincia ad assumere
una sempre maggiore connotazione scientifica.
La nozione a cui il termine allude si collega al concetto di "cenestesia", che era alquanto
presente nella cultura medico-psichiatrica del secolo scorso. Le varie definizioni che
venivano date di questo termine si riferivano in genere all´insieme di sensazioni che,
dalle parti più´ profonde e insondabili dell´organismo, pervenivano all´apparato sensorio,
contribuendo a fornire il senso del corpo. L´elemento in comune a tutte le vecchie
definizioni del termine "cenestesia" e´ costituito dall´accento posto sul fatto che vi e´ una
somma di svariate e numerose sollecitazioni, operanti, in un primo tempo, a livello
subliminale e disgiuntamente, ma, in un secondo tempo, fondendosi in un tutt´uno che
viene percepito dalla coscienza come "senso di se´".
La lezione innovatrice di Autori come Bonnier (1905), Pick e Head consiste ,
essenzialmente, nell´avere introdotto nuove estensioni entro cui inquadrare il concetto di
schema corporeo. Nella percezione del "senso del corpo" cominciano, infatti, ad entrare
dimensioni come la "spazialità´" (collocazione di se´ e del corpo in un preciso luogo), la
funzione visiva in rapporto all´autopercezione (immagine spaziale del proprio corpo
come elemento fondamentale nella coscienza della corporeità´), l´importanza della
mediazione del Sistema nervoso centrale, che plasma in un continuum incessante, gli
stimoli convergenti dalla periferia, fornendo cosi´ una percezione realmente integrata.
A raccogliere tutto questo e, in più´, i frutti degli studi e delle ricerche che, dagli anni ´20
agli anni ´40, si erano svolti in campo neurologico e psichiatrico sulle alterazioni della
percezione corporea ( ad es. le ricerche sulla sindrome dell´arto fantasma), si volge
l´opera di Paul Shilder. Nel suo libro più´ famoso: "Immagine di se´ e schema corporeo"
(1935), l´Autore affronta il problema della costruzione, dell´integrazione e del
mantenimento dell´immagine corporea, come elemento fondante e fondamentale della
coscienza di se´. L´approccio di Shilder al concetto di "schema corporeo" e´
sostanzialmente eclettico; nella sua trattazione convergono numerosi punti di vista,
alcuni noti e gia´ ampiamente divulgati nella sua epoca, come i concetti della Psicologia
della Forma e molti costrutti psicoanalitici, altri, come la valutazione di alcuni aspetti
dell´immagine corporea da un punto di vista socio-psicologico, nettamente anticipatori
rispetto ai tempi.
Shilder cosi´ si esprime: "Con l´espressione "immagine del corpo umano" intendiamo il
quadro mentale che ci facciamo del nostro corpo, vale a dire il modo in cui il corpo
appare a noi stessi. Noi riceviamo delle sensazioni, vediamo parti della superficie del
nostro corpo, abbiamo impressioni tattili, termiche, dolorose, ..................Ma al di la´ di
tutto questo vi e´ l´esperienza immediata dell´esistenza di un´unita´ corporea che, se e´
2vero che viene percepita, e´ d´altra parte qualcosa di più´ di una percezione: noi la
definiamo schema del nostro corpo o schema corporeo ..................Lo schema corporeo
e´ l´immagine tridimensionale che ciascuno ha di se´ stesso: possiamo anche definirlo
immagine corporea. Questo termine indica che non si tratta semplicemente di una
sensazione o di un´immagine mentale: ma che il corpo assume un certo aspetto anche
rispetto a se´ stesso; esso implica inoltre che l´immagine non e´ semplicemente
percezione, sebbene ci giunga attraverso i sensi, ma comporta schemi e rappresentazioni
mentali ........." (op.cit., pag. 35).E questa rappresentazione mentale, proprio in quanto
tale, non e´ mai da intendersi come qualcosa di statico o immutabile, ma in evoluzione
continua, anche perché´ incessantemente alimentata dalla libido che la rende viva e la
destina al rapporto col mondo oggettuale. In quest´ottica, dunque, l´immagine di se´ si
configura come assolutamente non scindibile dalle fasi di sviluppo personale e
dall´evoluzione e/o regressione dell´investimento libidico.
Gran parte del discorso shilderiano si dispiega, infatti, sul piano psicoanalitico, piano
che l´Autore impiega diffusamente sia come riferimento teorico, sia come metodo
interpretativo. E´ centrale, in tale ottica, il concetto di "libido", elemento che investe di
significato la percezione dello schema corporeo e la rende attiva nella dinamica
intrapsichica, come risultante dell´interazione fra le istanze interiori (Io, Es). in egual
modo, numerosi processi e tendenze centrali nell´ottica freudiana, come la proiezione,
l´identificazione, l´introiezione o le tendenze al narcisismo, all´esibizionismo ecc...,
vengono diffusamente impiegati da Shilder per l´esemplificazione di aspetti diversi del
concetto di schema corporeo.
Nella parte finale del suo lavoro, Shilder assume la nozione di schema o immagine
corporea anche in una prospettiva sociologica. Egli, infatti, dice: "Il modello posturale
del nostro corpo e´ correlato con quello dei corpi altrui. Esistono delle correlazioni tra i
modelli posturali dei vari esseri umani, abbiamo cioe´ esperienza anche delle
immagini corporee altrui;
l´esperienza della nostra immagine corporea e quella dei corpi altrui sono strettamente
correlate. Allo stesso modo in cui le nostre emozioni e le nostre azioni sono inseparabili
dall´immagine corporea, le emozioni e le
azioni degli altri sono inseparabili dai loro corpi. Se desideriamo raggiungere una piu´
profonda comprensione della psicologia sociale e´ necessario studiare l´immagine
posturale del corpo." (op.cit., pgg. 40-41). E´ proprio attraverso concezioni e prospettive
come questa che si fonda il convincimento di quanto lo schema corporeo, nell´accezione
individuale e collettiva, sia distante dalla mera identificazione con i limiti anatomici del
corpo reale. E si sancisce l´idea di come l´immagine del proprio corpo non sia mai solo
una replica fedele della morfologia del corpo.
La lezione di Shilder, pur nel suo eclettismo, resta il contributo piu´ interessante
all´analisi e alla riflessione su questo importante concetto, per cui rimandiamo chi fosse
interessato all´approfondimento di questo argomento, ad una lettura attenta dell´opera
citata.
Dopo Shilder, il concetto di schema corporeo continua a suscitare interesse in molti
Autori, ma i tentativi di definire e circoscrivere il significato di tale nozione con
l´appartenenza ad un determinato settore, sono, nel complesso, infruttuosi. A seconda,
infatti, del campo in cui ciascuno si e´ mosso, della sindrome o quadro clinico a cui si e´
data preminenza, sono stati sviluppati concetti molto diversi e non assimilabili tra loro.
Attraverso la disparita´ delle funzioni ricercate (come, ad es., il sentimento, lapercezione, la rappresentazione) e delle definizioni date ai termini di schema e
immagine del corpo, si e´ stabilita e si conserva, ancora oggi, un´ambiguita´ di fondo che
rende praticamente impossibile un´attribuzione di significato inequivocabile ed univoca
a questo concetto.
Nel nostro lavoro ci atterremo, dunque, ad uno degli aspetti della nozione in esame, e
cioe´ all´immagine corporea intesa come vissuto psicologico soggettivo, come
autorappresentazione del se´ somatico, in rapporto dinamico sia con le altre istanze
psichiche individuali, che con la sfera dei rapporti oggettuali e della vita di relazione.
b) Il Disegno della Figura Umana
I concetti di schema corporeo e di immagine corporea sono basilari rispetto al disegno
della figura umana, inteso come test d´intelligenza o, soprattutto, come tecnica
proiettiva. Si considera, in questo senso, l´immagine corporea come la risultante di un
complesso processo psicofisiologico mediato da variabili sia esterne, che interne, e mai
riducibile ad una replica fedele della struttura anatomica, né alla semplice immagine
cosciente del proprio corpo. Deve essere intesa, piuttosto, come una vera e propria
rappresentazione mentale interiore, un vissuto soggettivo dinamico e, in massima parte,
inconscio. Per questo motivo possono verificarsi delle discrepanze, negli individui, tra
il corpo così come è effettivamente e il modo in cui esso può essere vissuto, percepito e
fantasticato soggettivamente.
Il disegno della figura umana rappresenta la tecnica più adatta per poter cogliere e
valutare le caratteristiche di questo vissuto soggettivo. Nell´espressione grafica della
figura umana, il soggetto tende a trasferire le modalità con cui percepisce e vive
fantasmaticamente il proprio corpo; tende, in definitiva, a proiettare l´immagine di un sé
somatico dinamicamente collegato alle varie istanze di personalità, e comprensivo degli
aspetti di idealizzazione e di svalutazione di sé e dell´altro.
Si deve al lungo lavoro e allo studio di Karen Machover la sistematizzazione degli
aspetti e delle modalità attraverso le quali il disegno della figura umana si configura
come una vera e propria tecnica proiettiva per lo studio della personalità individuale.
Partendo dagli studi e dalle osservazioni già sistematizzate sul disegno infantile, come
test d´intelligenza (Goodenough, 1926), la Machover amplia sempre di più l´ottica di
valutazione dei disegni, sino a comprendervi a pieno titolo i fattori collegati all´area
emotiva e psicodinamica. Dai risultati di questi studi nacque il D.A.P. (Draw A Person)
test, pubblicato dalla Machover nel 1949.
Questo strumento diagnostico raggiunse rapidamente una larga diffusione divenendo, in
larga misura, la tecnica proiettiva più usata, dopo il Rorschach. Numerosi studi e
approfondimenti successivi si sono posti come obiettivo l´ampliamento delle capacità di
questo strumento diagnostico, sia dal punto di vista interpretativo, che da quello di una
più rigorosa validazione scientifica (Koppitz, 1968; Smorti, 1985; Chimenti, 1981). Ciò
ha indubbiamente consentito un ulteriore approfondimento del concetto di immagine
corporea, costrutto basilare del D.A.P., ma ha reso solo in parte ragione di un
ampliamento delle capacità diagnostiche del test, rispetto a settori diversi della
personalità.
Il dettato originario della Machover resta comunque il riferimento più valido per una
corretta applicazione ed interpretazione del D.A.P. test, strumento da considerare come
4il più sensibile alla rilevazione del vissuto di immagine corporea, e che trova proprio in
questo la sua migliore utilizzazione nella pratica clinica.
2. DESCRIZIONE DELLO STUDIO
E´ stato preso in considerazione un gruppo di 20 donne, di eta´ compresa fra i 20 e i 49
anni, con diagnosi di Infertilita´ Primaria sine causa; ognuno di questi soggetti aveva
avuto aborti pregressi ( in media 3 ciascuno). Tutte queste donne hanno eseguito il Test
di Disegno della Figura Umana (D.A.P. Test) di K. Machover; la somministrazione del
reattivo e´ stata effettuata individualmente, con le seguenti modalita´: foglio bianco e
matita, evitamento di colori e gomme da cancellare, consegna del tipo: "Disegni, per
favore, una persona". Al momento dell´esecuzione del test, nessuna delle donne era in
gravidanza e ad una distanza media superiore a sei mesi dall´ultima gravidanza abortiva.
A questo campione e´ stato poi confrontato un gruppo di controllo, costituito da 20
donne, di eta´ compresa fra i 20 e i 45 anni, che non avevano mai presentato patologie
simili. Anche questo gruppo ha eseguito il medesimo reattivo grafico, secondo le stesse
modalita´.
Scopo dello studio era la rilevazione e la valutazione del vissuto di immagine corporea,
in relazione a sé e alle figure di sesso opposto, nell´ipotesi che determinate aree di
conflitto, relative alla percezione ed alla rappresentazione dello schema corporeo,
potessero maggiormente evidenziarsi in questo gruppo, diversamente da altri soggetti
non aventi le stesse caratteristiche. Il vissuto di immagine corporea, considerato come
elemento caratterizzante nell´ambito del profilo di personalità, non risulta molto
indagato nello specifico settore dell´infertilità primaria s.c., in contrasto alla numerosità
degli studi effettuati, invece, in tal senso, sulle donne in gravidanza. Se è vero, così
come ampiamente dimostrato, che lo schema corporeo, percepito soggettivamente,
subisce modificazioni in conseguenza dei cambiamenti che possono verificarsi nello
stato e nell´assetto generale del corpo, si può ragionevolmente supporre che particolari
vissuti della propria immagine corporea caratterizzino ed influenzino determinati quadri
patologici funzionali. In tale direzione si è dispiegata l´indagine di cui trattiamo.
I disegni sono stati interpretati e valutati prima da un punto di vista sintetico e,
secondariamente, da un punto di vista analitico. Per la valutazione al primo livello e´
stata presa in considerazione una scala interpretativa, costituita da piu´ indici; per la
valutazione al secondo livello sono stati, invece, considerati singolarmente svariati
indici, appartenenti ai due registri grafico e formale.
a) Valutazione sintetica
La scala interpretativa, utilizzata a questo proposito, e´ la "Scala dei Disturbi del
Concetto Globale di Schema Corporeo", elaborata da Fisher, nell´ambito dei suoi studi
sul confine corporeo (Fisher, 1968).
Un aspetto importante del disegno, infatti, e´ quello legato al "confine corporeo", cioè´ al
disegno come immagine non solo dello schema corporeo, ma anche della più´ o meno
permeabilità´ dei confini del corpo, dell´immagine di se´. Questo punto di vista parte
dagli studi di Fisher, che, pur riferendosi principalmente al Rorschach, propose anche
5un´analisi del disegno sotto forma di "Scala dei disturbi del concetto globale di schema
corporeo". Nella fattispecie, Fisher, tra i segni gia´ indicati dalla Machover,
rappresentativi di una mancanza di sicurezza del corpo e di una difficoltà´ generale nello
sviluppare un concetto del corpo accettabile, estrapolo´ 14 indici, appartenenti ai tre
livelli: grafico, formale e di contenuto, che andarono a costituire la Scala suddetta .
La Scala risulta, dunque, costituita dai seguenti indici:
1. Cancellature
2. Trasparenza
3. Mancanza di qualsiasi parte del corpo
4. Naso indicato solo da due puntini
5. Bocca indicata solo da una linea
6. Una o entrambe le braccia dietro la schiena
7. Vestiario molto sommario o strano (bizzarro, originale)
8. Mancanza del seno nella figura femminile
9. Ombreggiatura del corpo
10. Mancanza di margini e linee demarcanti nelle figure (come polsino,
colletto, orlo di gonne)
11. Figura decisamente fuori equilibrio
12. Figura molto piccola (meno della meta´ della lunghezza del foglio)
13. Ombreggiature dell´ area erotica decisamente inusuali
14. Sesso opposto disegnato per primo
Alla presenza, nei disegni, di ciascuno di questi indici viene attribuito un punto di
penalizzazione che consente, attraverso la quantificazione delle osservazioni, di
ottenere, per ogni soggetto, un punteggio riassuntivo.
Infine, le medie relative ai punteggi così ottenuti per i due gruppi (gruppo-campione e
gruppo di controllo) sono state confrontate, fra loro, mediante l´applicazione del test
statistico t di Student.
b) Valutazione analitica
A questo livello, ciascuna coppia di disegni e´ stata esaminata tenendo conto della
presenza e/o assenza di una serie di indici, considerati singolarmente nel loro significato
e rappresentativi di altrettante dimensioni psicologiche sottostanti. Gli indici presi in
esame attengono, in parte, alle caratteristiche strutturali del disegno (registro grafico),e,
d´altra parte, alle caratteristiche formali dello stesso (registro formale). Nella scelta degli
indici da elaborare si e´ operato tenendo conto, da un lato, della maggiore pregnanza di
alcuni di questi rispetto alle caratteristiche ricercate e, dall´altro, della rilevanza
riscontrata sia in letteratura che in campo clinico e diagnostico.
Gli indici considerati sono i seguenti :
REGISTRO GRAFICO
- pressione del tratto
- annerimenti
6- trasparenza
- perseverazione grafica
REGISTRO FORMALE
- posizione sul foglio (alto,basso,centrato)
- orientamento sul foglio (destra,sinistra,centrato)
- esecuzione di profilo
- sesso opposto eseguito per primo
- differenza di dimensione tra le due figure
- omissione di parti
- accentuazione di parti
- rigidità/staticità
- rilassamento/movimento
- schematismo
- esecuzione di nudi
Le frequenze, relative alle rilevazioni di presenza o assenza, nei disegni, degli indici
elencati, sono state oggetto di un ulteriore raffronto tra i due gruppi, indice per indice. E´
stata, quindi, ricercata la significativita´ dei vari confronti attraverso l´applicazione del
test statistico chi quadrato per variabili qualitative.
3. ANALISI DEI RISULTATI
a) Valutazione sintetica
I punteggi ottenuti dai soggetti dei due gruppi per la Scala di Disturbo del Concetto
Globale di Schema Corporeo, differiscono significativamente. Infatti la media dei
punteggi di penalizzazione ottenuti dal gruppo-campione e´ di 4,7, mentre quella relativa
ai punteggi del gruppo di controllo e´ di 1,9: la differenza fra le due medie, confrontate
mediante il test T di Student, e´ risultata statisticamente significativa (P > 0,05).
Nei disegni dei soggetti con infertilita´ sono dunque maggiormente presenti
caratteristiche denotanti insicurezza e fragilita´ del concetto del corpo. Il vissuto di
schema corporeo appare pesantemente condizionato da elementi regressivi,
rappresentati nei disegni dall´eccessivo schematismo delle figure, dalla mancanza di
confini ben demarcati, dalle trasparenze. Ugualmente incidono, sui disegni di questi
soggetti, elementi collegati all´espressione disordinata o conflittuale dell´emotivita´,
come dimostrato dalla frequenza delle ombreggiature, delle omissioni di parti del corpo
e dall´accentuazione delle aree erotiche. L´esecuzione globale dei disegni di questi
soggetti, confrontata con quella dei soggetti del gruppo di controllo, si caratterizza
proprio per la maggior presenza di indici denotanti un disturbo del concetto di schema
corporeo. L´andamento generale dei valori di penalizzazione previsti dalla Scala tendelivelli assai piu´ contenuti nel caso del gruppo di controllo (vedi Fig. 1).
Sul piano della valutazione sintetica emerge, dunque, nettamente, tra i soggetti con
infertilita´, la presenza di un disturbo del concetto globale di schema corporeo.
b) Valutazione analitica
A livello della valutazione analitica si puo´ scendere maggiormente nello specifico della
struttura dei disegni. Rispetto agli indici, sulla base dei quali si sono confrontati
singolarmente i disegni del campione con quelli del gruppo di controllo in termini di
presenza/assenza degli stessi, nei soggetti con infertilita´ e´ stata evidenziata la presenza
di:
1) pressione del tratto
2) trasparenza
3) localizzazione dei disegni in alto o in basso sul foglio
4) esecuzione per prima della figura di sesso opposto
5) dimensioni della figura femminile maggiori di quella maschile
6) rigidita´ espressiva e posturale
7) omissioni di parti del corpo
8) accentuazioni di parti del corpo
9) schematismo nell´esecuzione del disegno
10) piccolezza delle figure disegnate
Tra questi indici, alcuni si sono caratterizzati per la maggiore incidenza, nei disegni del
campione rispetto a quelli del gruppo di controllo, incidenza valutata mediante
l´applicazione del Test statistico chi quadrato (con tabelle 2x2). I risultati del Test
hanno evidenziato come statisticamente significativa la presenza di:
- localizzazione dei disegni in alto o in basso sul foglio (P > 0,05),
- esecuzione per prima della figura di sesso opposto (P > 0,02),
- schematismo (P > 0,05)
(vedi Fig. 2).
Sulla base dell´importanza delle caratteristiche rilevate, si puo´ asserire la presenza di
confusione e insicurezza, tra i soggetti del campione, rispetto alla propria identita´
sessuale, oltre alla presenza di coartazione emozionale, espressa nell´eccessivo
schematismo delle figure. La localizzazione preferenziale delle figure nella parte
superiore o inferiore del foglio, depone per la presenza di conflitti nell´area dei
sentimenti di stabilita´ personale, conflitti espressi ora attraverso sensi di ripiegamento e
chiusura depressiva (parte inferiore del foglio), ora attraverso insicurezza derivante da
mancanza di basi d´appoggio e punti di riferimento validi (parte superiore del foglio).
Tra i rimanenti indici, non risultati statisticamente significativi, alcuni spiccano,
comunque, per contrasto con la minore frequenza riscontrata nel gruppo di controllo.
Tra questi, si evidenzia la differenza di dimensioni tra le figure femminile e maschile, anetto svantaggio di quest´ultima, eseguita, in una buona percentuale di casi, piu´ piccola
e meno valorizzata di quella femminile. Anche la dimensione globale delle figure
subisce una riduzione nei disegni dei soggetti con infertilita´; tra questi, infatti, si
riscontra maggiormente presenza di figure piccole e poco valorizzate. Altro elemento
importante e´ la pressione del tratto, riscontrata nei disegni del campione; nella meta´ dei
casi, infatti, tali disegni vengono eseguiti con una forte accentuazione del tratto grafico,
sia sotto forma di pressione, che di ombreggiatura. Tale elemento depone a favore della
presenza di impulsi aggressivi ed emotivita´ incontrollata. Da ultimo, si rileva anche
presenza di accentuazioni ed omissioni di parti del corpo in circa la meta´ dei disegni di
questi soggetti; le parti piu´ frequentemente omesse sono le mani, i piedi e spesso anche
il seno nella figura femminile. Tra le parti piu´ accentuate si rileva prevalenza di testa,
occhi, bocca e meta´ superiore del corpo, soprattutto nella figura femminile (vedi
tabella).
Tab. 1
INDICI CAMPIONE CONTROLLI
Fig.femm. piu´ grande 45% 20%
Pressione del tratto 55% 30%
Dimensioni ridotte 25% 5%
Parti accentuate 45% 25%
Parti omesse 40% 25%
In conclusione, sul piano della valutazione analitica, si sono ottenuti i seguenti risultati:
i soggetti con infertilita´ s.c. hanno mostrato conflitti nella sfera dell´identificazione
sessuale, sotto forma di instabilita´ e confusione dei ruoli sessuali. A cio´ si accompagna
presenza di nuclei regressivi e rigidita´ emozionale, fortemente condizionanti l´immagine
e l´accettazione del proprio corpo, vissuto, dalla maggior parte di questi soggetti, come
luogo privilegiato di espressione dei conflitti.
Il confronto con i soggetti di un gruppo di controllo ha mostrato, per questi parametri,
differenze statisticamente significative. Inoltre, nel nostro campione, si e´ anche
evidenziata una svalorizzazione diffusa della figura maschile rispetto a quella
femminile, come pure forte presenza di impulsivita´ non controbilanciata da un efficace
assetto razionale.
Il concetto di corpo, in questi soggetti, appare dunque fragile, instabile, pesantemente
condizionato da conflitti emotivi. Le rappresentazioni grafiche di queste donne danno
conto di un corpo vissuto come vuoto e schematico, talvolta sospeso in aria, talaltra
ripiegato su se stesso, la cui integrita´, nell´alternarsi delle accentuazioni e delle
omissioni, non viene quasi mai rispettata. Cosi´, la mancanza di stabilita´ finisce per
riflettersi concretamente nel vissuto personale di schema corporeo, dando luogo ad una
fisicita´ problematica e dolorosa.
94. COMMENTI CONCLUSIVI
L´esperienza dell´aborto coinvolge profondamente l´emotività ed i vissuti corporei della
donna; quanto rilevato dopo questa esperienza ne risente certamente, tanto che non
sembra possibile interpretare questi dati come espressione del concetto di base delle
pazienti.
L´osservazione clinica e il contributo di altri strumenti diagnostici, tuttavia, fanno
pensare che insicurezza e rigidità fossero già in origine presenti, agendo l´esperienza
della morte del feto come elemento disgregante un´identità già difficile da acquisire.
Il corso della gravidanza produce, nella normalità, un´evoluzione dei vissuti corporei
della donna, con una valorizzazione degli spazi interni che accolgono una nuova
presenza concreta ed una nuova identità. La non conclusione dell´esperienza può
spiegare le rilevazioni di vuoto, come espressione fisica di sentimenti di lutto
estremamente difficili, se non impossibili da elaborare.
Infatti, il lutto relativo alla gravidanza ha delle connotazioni distintive, rispetto ad altri
lutti, per la mancata conoscenza del figlio che, se in superficie sembra poter essere
vissuta con maggiore facilità (nel linguaggio comune spesso l´aborto spontaneo riceve
come connotazione di copertura quella di un "incidente" o di un "insuccesso della
gravidanza"), in realtà lascia tracce profonde per il divario tra esperienza immaginativa
ed esperienza reale. Tanto le valenze persecutorie, quanto i sentimenti di colpa
rimangono così come una breccia aperta, nella psiche di ambedue i genitori, ma più
particolarmente a livello dell´unità psico-corporea della madre.
Le emozioni collegate alla corporeità sono connesse alla relazione di coppia, che può
essere sentita dalla donna come non più in grado di consentire o proteggere il concetto
globale di sé. In relazione a questo, le difficoltà sessuali riferite dalle pazienti ed il
profondo disagio che la donna vive nell´ambito della coppia.
I dati riguardanti la scelta del genere rappresentato per primo e la grandezza delle figure
suggeriscono, oltre alla difficoltà di identificazione sessuale, dinamiche nei confronti
della figura maschile in cui l´uomo può essere considerato un aggressore, senza che
intervengano utilmente mediazioni difensive. Questa persecutorietà suscita anche la
svalutazione della figura maschile, permettendo di ipotizzare che, a distanza di tempo
dall´aborto, l´infertilità venga sperimentata nel registro dei sentimenti di inferiorità nel
rapporto uomo-donna, che rendono comunque più difficile il progetto di una nuova
gravidanza.
Sia per la nuova presenza di un figlio, che per quella del marito, quindi, il corpo può
divenire uno spazio non capace di contenimento, ma luogo di rifiuto; nonostante che il
progetto di maternità, molto presente in queste donne nella ripetizione dei tentativi,
faccia sentire questo spazio come vuoto e sorgente di depressione.
Le immagini grafiche e l´insieme dei dati clinici indicano una distanza tra psiche e corpo
di proporzioni dissociative e non facilmente riconducibile all´integrazione. In questo
senso la globalità dell´intervento ginecologico e psichiatrico si pone come contenimento,
mentre il momento psicoterapeutico, in cui è riconoscibile uno spazio ed un tempo
consentito sia alla psiche che al corpo, si propone come possibilità di integrazione a
partire dalla psiche.
10BIBLIOGRAFIA
1. PICK A.: "Uber storungen der Orientierung am eigenen Korper-Arbeiten aus der
deutschen psychiatrischen Klinik", Prag, Berlin, 1908
2. BONNIER P.: "L´aschematie" Revue Neurol., 1905, 13, 605
3. HEAD Sir H.: "Studies in Neurology", 2° Vol., London, 1920
4. SHILDER P.: "Immagine di sé e schema corporeo", F. Angeli, Milano, 1992
5. GOODENOUGH F.L.: Measurement of intelligence by drawings" Chicago,
World Book Company, 1926
6. MACHOVER K.: "Il disegno della figura umana" Trad. it., Firenze, O.S., 1980
7. KOPPITZ E.M.: "Psychological evaluation of children´s human figure drawing"
New York-London, Grune and Stratton, 1968
8. CHIMENTI R., DE CORO A., GRASSO M.: "Proposta di alcune scale empiriche di
valutazione per test grafici. Contributo allo studio dell´identificazione e
differenziazione sessuale in preadolescenza e adolescenza", Bollettino di Psicologia
Applicata, 159-160, 83-116, 1981
9. SMORTI A.: " Validità di criterio e attendibilità del DAP Test" Bollettino di
Psicologia Applicata, 173, 35-42, 1985
10.FISHER S., CLEVELAND S.E.: "Body image and personality", New York,
Dover, 1968
11.SARACENI C., MONTESARCHIO G.: "Introduzione alla psicodiagnostica", NIS,
Roma, 1988
11

 


Se hai una storia da raccontare o dei consigli
scrivici a info@mondo-doula.it

Carissimi/e soci/e e visitatori/visitatrici, dal 22 aprile 2017, l'Associazione di Promozione Sociale Eco Mondo Doula si e' trasformata in Associazione Professionale Mondo Doula, ai sensi della legge 4/2013, cambiando anche la sede legale.

I necessari cambiamenti al sito ed alla documentazione sono in corso e richiederanno un po' di tempo... ci scusiamo per eventuali disagi e/o difformita'.