Nausea in gravidanza




Boccheggio, non ce la faccio, in bocca quel sapore acido. E doveva essere la più bella esperienza della vita, a me sembra ora la più brutta. Pensa se mi sente, se dovesse sentire i miei pensieri, sto male, datemi qualcosa, possibile che non ci sia proprio nulla che mi aiuti, ho provato di tutto. Rimetto anche l’anima se continuo così, sembro uno zombie, sono stata dal medico, dal farmacista, in ospedale. Nulla, nessuno mi può aiutare, mi fa tutto schifo, il cibo non lo posso vedere. Mangia questo, mangia quell’altro ? Ma che ! Nemmeno la roba secca, butto fuori tutto, se prendo un poco d’acqua poi…butto fuori tutto, ma te no, verme che non sei altro, no amore mio non sentire, non ce la faccio, non sono pronta a fare la madre. Ho paura, ho tanta paura, solo al pensiero del parto sto male. Ma quale parto naturale, se sto così già da ora, figurati se sono capace. Il parto mamma mia, a solo pensarci rimetto anche le budella. Non è il momento, e dire che sono già vecchia, insomma mia madre era molto più giovane quando ha avuto me, io ho lavorato, lavorato, lavorato, già ora non ce la faccio a stare in piedi, ma neanche mezza giornata, certo se sto così che devo fare.
E tu che fai che mi guardi con quell’aria di compassione e non fai niente. Lo odio, meglio che me lo levino di torno, ah bello per gli uomini è tutto facile, loro si prendono tutto il bello, ma noi…che schifo, ma quando finisce ? Sto così male, ma abbiate pietà, perché non avete pietà. E tu perché sei arrivato proprio ora, ti voglio si, ti ho voluto tanto, ma forse potevo aspettare un altro anno, due, in fondo che succedeva, io mi godevo un altro po’ il lavoro, gli amici, le feste. Ah le feste ! Quando potrò andare di nuovo ad una festa. Uscire a bere con gli amici ?
Non riesco nemmeno a stare in piedi, mi fa tutto schifo, ti sei vista che faccia che hai, ecco tutto il bello della vita è andato via…
Queste nausee sempre più forti…
Le nausee come onde di un mare immenso le indeboliscono le ossa e la volontà…Sta chiusa in quella stanza, che odora di chiuso, la luce filtra appena dalle persiane.
 
Figlia mia, che hai ? Che ti senti ? Dimmi tutto, riposati, fermati, fermati ad ascoltare il respiro del tuo cuore, sono due, lo senti ? Un piccolo sospiro accanto al tuo. Ora mi metto vicina a te e ti accarezzo, la nausea, lascia uscire dalla bocca le parole che hai nel cuore, queste parole che ti fanno male, tutti questi pensieri, quanti pensieri che sento nella tua testa, piccola, tesoro mio, tu fermati un momento, ferma questa corsa, fermati qui con le mie carezze.
 
Ho paura, il parto è così doloroso, ti strazia, ti squarcia, sembra che ti squartino, e a volte ti squartano davvero, ti tagliano, ti tagliano, e tu soffri davanti a tutti, con le loro facce di gesso e nessuno che ti aiuta, l’ospedale mi fa stare male, solo l’odore, e poi ti trattano come se tu fossi niente e nessuno, neanche ti guardano, ho paura, ho paura, non ce la faccio, non ce la posso fare, mi fa troppo schifo, io non lo voglio fare, non potevo pensarci prima ? E’ tutto un inganno, è una truffa, è una follia. E poi con il lavoro come farò ? Sto male, sto male, sto male !
 
Cuore mio, respira, respira e non pensare a nulla, i primi tre mesi della gravidanza, li chiamano “di adattamento” perché per te è tutto nuovo, il tuo corpo, la tua mente, si devono adattare. Perché li dovrebbero chiamare di “adattamento” se tu sapessi già tutto, se avessi già vissuto tutto quanto. Invece ti devi adattare a poco a poco, a pensieri nuovi, ad una vita nuova a sensazioni e un ritmo di vita nuovo…allora può succedere che la tua mente fugge lontano, fugge nel futuro, fugge nei pensieri, nelle ansie e nelle paure, e il tuo corpo ti richiama indietro. Dove sei ? Dove sei ? Io sono qui ! E allora torna indietro, insieme al tuo respiro, senti il corpo che si rilassa, le tensioni che si sciolgono, sei qui con il tuo corpo, sei qui insieme al tuo bambino, state crescendo insieme, tu con lui e lui con te, insieme potete farcela. Torna qui, vita mia, tocco il tuo corpo caldo, che combatte questa battaglia, lasciati andare vita mia, lascia andare la battaglia, il tuo corpo dice di si, sta dicendo di si lo capisci, ad una nuova vita, a questo miracolo così grande, e tu porti la vita nuova, e tutto è caos all’inizio, confusione, dolore, ribellione, va bene, va bene tutto, tutto quello che provi va bene, anche la rabbia, anche l’insofferenza, hai tempo, ci vuole tempo, per adattarsi, per crescere, tempo perché questa pancia cresca, ci vogliono nove mesi, non un giorno…perché il tuo animo si calmi e trovi tutta la tranquillità che gli serve. Questa creatura è con te e rifiuta questi pensieri brutti che ti fanno soffocare, il tuo bambino vuole sole, vuole la gioia, vuole la tua felicità, tu lasciala venire questa gioia, lascialo entrare questo raggio di sole. Tutto si risolve, tutto passa, nulla è perduto, il parto si è un lavoro faticoso, è doloroso, ma ce la puoi fare, è tutto qui quello che devi sapere, che ce la puoi fare.
Che facciamo l’apriamo questa finestra ?
La vuoi un po’ di tisana allo zenzero, un biscottino… ?
 
La beve a piccoli sorsi, con uno sguardo diverso, da bambina che ha ritrovato l’orsacchiotto. Comincia a raccontare, le sue fatiche sul lavoro, e quella volta che in ospedale…e a poco a poco ritrova il suo respiro, si sente meglio, un po’ frastornata, senza pensieri…


di
Emanuela Geraci



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