Rituali per la maternità

 


dea madre



In ogni società la nascita viene affrontata con una serie di rituali, ricchi di implicazioni simboliche, che hanno la funzione sia di sedare l’ansia connessa a questo evento, sia di trasmettere i valori dominanti in quella cultura. Le pratiche della nascita si configurano come “riti di passaggio” in quanto sono finalizzate ad accompagnare la donna nella transizione alla maternità.

Il parto nel corso dei secoli si è trasformato da esperienza esclusivamente femminile a processo tecnico, guidato e controllato dallo staff medico. La medicalizzazione della nascita si basa su di una serie di procedure di routine che hanno una funzione simbolica simile nelle culture tradizionali.

Secondo l’antropologo Van Gennep, i riti di passaggio che segnano i principali eventi biologici nella vita degli individui (nascita, pubertà, morte) si articolano in tre stadi, separazione, transizione, reinserimento.

  

Ecco di seguito alcuni rituali della tradizione accostati a rituali moderni, inventati e personalizzati che possono essere usati per attivare l’immaginazione, permettere alla “parte bambina” di esprimersi.

  

Il rituale deve essere preceduto dall’ascolto e può essere ritagliato ad hoc a partire dalla storia personale e le caratteristiche del soggetto.

  

Concepimento

  

Suffumigi di vino rosso bollente  in vagina per agevolare il concepimento, così l’utero si apre e si rinforza. (Ranisio, Venire al mondo)

  

Uso di erbe e candelette fatte con polveri magiche, ostie, erbe.

  

Uso dell’incubatio (sogni) e visita ai santuari

  

Uso di amuleti, ex voto

  

Nomi dedicati (Laura, Rosario)


    Una volta si invocava anche la forza virile del padre, trasmissibile per mezzo di alcuni indumenti. Già presso i Romani, per alleviare le doglie del parto alla sua sposa, il marito l´avvolgeva con la cintura, che poi scioglieva lui stesso. Oggi possiamo trovare le “cinture benedette”: tra queste, la più miracolosa è ritenuta quella della Madonna di Loreto.
Altre forme di devozione sono preghiere e invocazioni a particolari santi, quali, oltre Sant´Anna, S. Nicola e S. Francesco di Paola, nonché pellegrinaggi ai Santuari di S. Margherita e della Madonna del Soccorso.
(Elena Cerri, da "Pianetamamma.it)

  

Rituale moderno: Piantare i piedi dentro il terreno.

Portare l’acqua in casa, “come la vita scorre, porta la vita nuova in casa mia”.

  

Gravidanza

  

Gli “abitini”, immagini religiose su tessuto, appese al collo della gravida poi del bambino.

S.Anna e altri santi specializzati in maternità. S. Aniello, San Mamante

  

In gravidanza: Blessingway

  

  

  

Travaglio e parto 

  

Secondo l’antropologo Van Gennep, i riti di passaggio che segnano i principali eventi biologici nella vita degli individui (nascita, pubertà, morte) si articolano in tre stadi, separazione, transizione, reinserimento.

  

Di seguito si analizzano comparativamente le procedure utilizzate nelle culure tradizionali e in quelle medicalizzate-tecnocratiche (a destra).

  

  

La donna gravida è ritenuta in contatto                                   La gravidanza è un processo tecnico        

con il mondo del sacro                                                             guidato e controllato da uno staff        o

E’ ritenuta impura, in uno stato                                                                    medico. La propaganda ha

liminare tra questo mondo e l’altro                                     amplificato i rischi connessi alla nascita e

Tabù alimentari e comportamentali:                                    contribuito a minare la fiducia della

Calma e buoni intenti interpersonali.                                   Donna nel proprio corpo

Talvolta nell’ultima fase della gravidanza                       I valori sono centrati sulla scienza e la

Vive in una capanna isolata.                                               Tecnologia.

E’ accudita durante tutte le fasi della gravidanza                   Timore della nostra società per gli

 e del parto solo da donne. Madre, suocera, altre

donne che hanno partorito                                                                      eventi naturali.

                                                   Circoscrizione del parto in un ambiente chiuso come l’ospedale

  

Transizione:

  

I rituali servono a gestire l’ansia e la paura                                Ridurre il dolore, accelerare il parto

Connessi con l’evento. Il dolore fa parte del processo                Rischi dell’ossitocina

e dei significati attribuiti all’evento.                                             Inutilità dell’episiotomia

 Molto diffusa l’associazione                                                        Imposizione della posizione

del parto con concetti di apertura e chiusura ( chiavi sotto              litotomica

il cuscino), la rosa che si apre.                                                  Il Protocollo: rigida sequenza

Non si possono pronunciare parole con significato di         Riti cerimoniali di ingresso: registrazione

Bloccato o analoghi.                                                             Dati personali e clinici. Visita di

Es.: Il mito relativo alla nascita di Ercole                   accettazione. Rasatura peli  pubici

Il canto dello sciamano Cuna esaminato da Levi-Strauss             Clistere

 Recitato per alleviare le difficoltà, lo sciamano offre un              Simbolicamente: assoggettamento

contesto metaforico per dare corpo e significato alla prova               e desessualizzazione

che la partoriente sta attraversando.                                                 Depersonalizzazione con la

Grande eterogeneità delle posizioni della partoriente.                      svestizione. Diventi paziente

Tagliare il dolore con il coltello                                                                                                                                                                                                                                                    

                                                                                                         Nenie da parto da parte delle ostetriche

  

  

Reinserimento:

riti di purificazione                                                                         Consegna del neonato da parte del

Viene gradualmente riconosciuto il nuovo status                              pediatra

E reintrodotta nel corpo sociale.

(Scopesi, Viterboro – Psicologia della maternità)

  

Rituale moderno: Andando ad assistere una donna in travaglio,  raccogliere per strada fori, erbe o pietre che “chiamano” e portarle dalla partoriente.

  

Per i dolori del travaglio, suffumigi di malva e crusca bruciata sul braciere, per i morsi uterini camomilla e una foglia d’alloro (Venire al mondo, Ranisio)

  

Scucire alcuni punti della sottoveste o del materasso della gestante, si faceva per “agevolare” un’uscita difficile, quindi anche per un’agonia (De Martino – Sud e magia)

  

Soffiare nella bottiglia per aiutare il secondamento.

  

Dopo il parto

  

Uso di sotterrare la placenta perché non venga mangiata da qualche animale, infatti se così fosse il nascituro prenderebbe le caratteristiche di quell’animale. (Vincelli, una comunità meridionale, 1958)

La placenta è immersa nel torrente sotto casa e tutta riempita per “chiamare il latte”.

Si recita la formula “Come si riempie questa borsa così si riempiano questi seni d’acqua” (De Martino – Sud e magia)

  

Se il bambino è gracile infilare nell’ano del neonato il becco di una gallina nera (De Martino)

  

Incipriare il neonato con la polvere del trave maestro della casa

Fare il bagno al neonato nel vino poi gettare il vino fuori dalla porta se è maschio, nel camino se è femmina. (De Martino)

  

Rituali di aggregazione come l’imposizione del nome, predisporre in positivo la vita del neonato, gli auspici.

Nascere “con la camicia”, la membrana amniotica viene conservata ed essiccata.

Il cordone ombelicale secco gettato nel fuoco porta fortuna

  

Il sangue del parto è sangue buono al contrario di quello mestruale, le forbici usate per recidere il cordone si fanno leccare alla partoriente per proteggerla dalle macchie (Ranisio, Venire al mondo)

  

La placenta può essere sotterrata, e sopra si possono porre pane e acqua, con questa formula: “Acqua a te, latte a essa, pane a te, latte a essa”

  

Nel primo brodo della puerpera porre un pezzetto di placenta (Ranisio, Venire al mondo)

  

  

Le “Madri del latte”, Madonne del latte, Sant’Agata guarisce dalle mastiti e dalle ragadi.

  

Le “Pocce di Montione” ad Arezzo, due collinette simili a mammelle (Dini, La Madonna del parto tra immaginario e realtà)

  

Rito del contatto tra i capezzoli e le pietre lattaiole o mammellonarie e rito della suzione,

  

Culto delle acque lattescenti (ricche di calcio, biancastre), ad esempio a Isernia a Sant’Angelo in Grotte

  

Pratiche per prevenire il “furto del latte”, bere inconsapevolmente dalla stessa tazza o piatto della partoriente (da qui l’uso della tazza della puerpera”). Il desiderio erotico e l’invidia possono causare il furto del latte.

  

Rituale moderno: Regalare una “tazza del puerperio” spiegando l’importanza del riposo e di “essere servita e riverita”.

  

Proprietà terapeutiche del latte materno nelle cure oftalmiche. Nella medicina popolare latte e sangue sono spesso equiparati.


    Appena il bimbo è nato, gli si fa il bagno  , come rito di purificazione e per rinvigorire il neonato: nell´acqua si mettono delle foglie di noce, oppure si usa il vino. È segno fausto se il bimbo nasce avvolto nella  placenta  che il popolo chiama “Camicia della Madonna”; nel Veneto il bimbo doveva portare sempre addosso in un sacchetto la placenta; anche il pezzetto dell´ombelico che si stacca ha valore di talismano: in Toscana si usava nasconderlo sotto il focolare se di una femmina, o farlo beccare dagli uccelli se di un maschio.
Mettendolo sotto il focolare, i bambino non avrebbe lasciata mai la casa.

Secondo la credenza popolare poi,  sia la mamma che il neonato sono bersaglio prediletto dalle forze malefiche soprannaturali. In area veneta, si teme che una fata cattiva, detta la Pagana, possa entrare nella stanza da letto a soffocare la madre e il piccino: perciò si tiene acceso il lume tutta la notte e si chiama una donna a vigilare.
Non mancano mai gli amuleti da mettere al collo del bambino, come il pelo di tasso o il cornetto di corallo. 
Per la religione ricordiamo anche il “breve” contenente un´immagine sacra o una preghiera, e la catenella d´oro con medaglietta, che poi sarà portata per tutta la vita.

Ci sono anche amuleti e preghiere per assicurare un  latte  abbondante alla madre.

Il Battesimo
Nelle classi popolari è ancora vivamente sentito il desiderio che il  battesimo  si faccia al più presto: forte è anche la tradizione del padrino e della madrina di battesimo, con i quali si stabiliscono legami affettivi duraturi.
In molti luoghi scelgono loro il nome del bambino: specialmente nel sud, generalmente si rinnova il nome del nonno paterno; altrimenti si scelgono nomi di parenti o di amici, o improntati ad altri motivi affettivi. Spesso si pensa anche al nome di un santo per proteggere il neonato.

L´abitino per il battesimo del neonato era lungo e bianco, simbolo dell´innocenza; segni indicativi del sesso, sono un nastro azzurro se maschio, rosa se femmina, che poi vengono appesi alla porta di casa.
La persona che porta il neonato fino al fonte battesimale, lo regge col braccio destro, se maschio, sinistro se femmina: e non deve mai voltarsi indietro altrimenti, il bimbo crescerebbe pauroso. All´uscita della chiesa, secondo un´antica tradizione, i padrini lanciano confetti ai ragazzi accorsi al suono delle campane, che battono un diverso numero di tocchi secondo il sesso del battezzando; in Sardegna, se il lancio non è abbondante, la ciurma protesta, secondo un formulario tradizionale d´improperi.
Quando poi la madrina riconsegna il neonato alla madre pronuncia la formula rituale “tu me l´hai dato pagano e io tè lo porto cristiano”.

Per la culla, esistevano due forme tradizionali: in Sicilia e in una circoscritta area dell´Italia meridionale si usa la “naca”(dal greco vello di montone), che ora è generalmente di tela e appesa al soffitto, in modo da poter cullare il bimbo e nello stesso tempo attendere alle faccende domestiche: nelle rimanenti regioni invece troviamo la culla a dondolo, in legno, spesso scolpita dal padre pastore, con simboli protettivi.

  (Elena Cerri) 

  

Quando qualcosa non và. 

  

Rituali moderni:

Per una placenta in cui si è dovuto fare il secondamento manuale: in gruppo accanto al torrente pensare a qualcosa da cui vogliamo separarci, portare un offerta al torrente, (ad esempio focaccine o tortini), sbriciolarle affidarli al torrente. Può avere un impatto emotivo molto forte.

  

Per chi non ha vissuto il parto: Far rivivere le fasi del travaglio e del parto in veste simbolica.

  

Per chi ha avuto un aborto spontaneo. Importanza dei rituali funebri, del dire quello che rimane da dire, rinforzare l’immagine di sé come madre.

  

Per chi ha avuto un aborto volontario, simbolizzare l’atto distruttivo, che possa essere accettato dal gruppo e vissuto collettivamente, poi ad esempio: “sotterrare pezzetti di rami in un vaso e piantarvi sopra una pianta”.

  

Dopo un cesareo: importanza di elaborare in forma rituale il trauma del taglio, reindirizzando l’aggressività autodiretta verso l’esterno.

   


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