I processi del perdono






L’esistenza delle persone è caratterizzata dalle relazioni con gli altri. Tutti i rapporti che l’individuo ha con il suo ambiente sono influenzati dal modo come interagisce con il suo prossimo. Per tutta la vita la persona cerca di realizzare l’Amore, prima per se stesso e poi per le persone più significative, per gli altri e infine per la Natura. La qualità della vita è proporzionale alla capacità di amare e di costruire buone relazioni umane. Chi apprende le “tecniche” del perdono apre le porte all’Amore.
Il libro “Perdonare. Istruzioni per l’uso”,1999, IV° ed. 2008, edito da Città Nuova, Roma, descrive dettagliatamente le varie fasi che portano al perdono, al recupero della propria dignità e all’apertura verso il mondo: Perdonare è una tecnica per superare il passato e vivere serenamente il presente.
Molte persone non riescono ad accettare i propri comportamenti e atteggiamenti, spesso mettono in dubbio le proprie azioni perché insicuri delle proprie scelte o ragioni, così a posteriori giudicano con il senno del poi deformando completamente le dinamiche ed avviando un processo di autodenigrazione. Questo circolo vizioso può influenzare negativamente l’autostima e di conseguenza accentuare l’insicurezza. La mancanza di fiducia costringe la persona a dipendere dagli altri, a cercare la felicità fuori e non dentro di se. L’eterodipendenza attiva un processo di alienazione e di incongruenza, perdendo la fiducia in se l’individuo inizia a scindere le cognizioni dalle relative emozioni allontanandosi sempre di più dalla realtà e svuotandosi sempre di più alfine di perdere completamente il contatto con se e sentirsi impotente nella gestione della vita. I nevrotici e i depressi conoscono bene questo circolo vizioso, infatti restano legati ad alcuni aspetti del passato senza percepire più lo scorrere della vita, che passa senza che loro riescono a cogliere alcuni momenti. Essi si sentono passivi, vittime e impotenti. L’incongruenza li toglie il potere personale. Il perdono invece può essere una tecnica per riappacificarsi con il proprio passato e rendersi nuovamente disponibile all’esperienza attuale. Per imparare a vivere nel qui ed ora è fondamentale riuscire ad attribuire al passato il suo giusto significato. Perdonare a se per le incapacità, le omissioni, le difficoltà non adeguatamente affrontate, la mancanza di controllo delle emozioni in situazioni particolari o la carente valutazione delle dinamiche che hanno pregiudicato la serenità è indispensabile per ripristinare il contatto con se stessi. Nessuno è perfetto, e per capire quali sono le nostre lacune bisogna avere l´umiltà di guardare in faccia i nostri limiti. Il perdono in questo senso è inteso come una revisione critica, ma non negativa, del proprio vissuto.
Alcuni tipi di perdono:
Esistono due tipi di perdono, uno interiore che può escludere completamente l´altro da questo processo di guarigione interiore oppure l´atto del perdono avviato con la persona che ha provocato l´incomprensione, il dolore, l’umiliazione o la sofferenza. E chiaro che il perdono si può estendere ad una  comunità intera. Gli ebrei possono perdonare a noi cristiani per l´olocausto, i cattolici ai protestanti nord irlandesi, i mussulmani jugoslavi ai cristiani connazionali. I popoli del Sud a quelli del Nord che per secoli, e tuttora, hanno sfruttato e sfruttano le risorse schiavizzando le popolazioni autoctone, distruggendo gli ecosistemi, culture e modi di vivere."
I processi del perdono:
Gli elementi più importanti che possono motivare il perdono sono:
1) superare il passato, 2) liberarsi dalle emozioni negative, 3) sciogliere i blocchi sentimentali che impediscono una nuova relazione affettiva, 4) ristabilire la fiducia nell´umanità, 5) ripristino dell´equilibrio psicologico. Tanti altri vantaggi per chi lo realizza che portano ad una nuova apertura verso il mondo. A ricominciare da capo, perché la vita è come un grande fiume, tutto scorre e noi dobbiamo imparare a vivere nel presente. Il perdono è una tecnica per vivere nel qui ed ora.
Perdonare come tecnica per imparare ad essere più sicuri. Le persone che non sono in contatto con se stesse spesso proiettano sull’esterno le loro colpe, i loro fallimenti e le loro responsabilità, mentre la persona “integra” riesce a riconoscere tutti i processi intrapsichici ed agire congruentemente. Tutelare la propria “unità” e amare se stessi è indispensabile per presentarsi autenticamente al mondo, non è egoismo o esaltazione del se, ma semplicemente essere consapevoli di se e di cosa si vuole dal mondo. Perdonare a se o agli altri non è un atto di debolezza bensì un assunzione coraggiosa delle proprie responsabilità e una dimostrazione di volontà di voler continuare a vivere senza pregiudizi di alcun genere. Sinceramente sono convito che è l´amore che muove il mondo e non la violenza. Ogni forma di violenza distrugge e solo l´amore crea vita, genera prosperità e consente all´individuo e alla collettività intera di attingere a quel serbatoi che è la creatività forza indispensabile per il progresso. Chi perdona spesso è più forte del suo carnefice, perché riesce a superare l´accaduto liberandosi dalle vicissitudini che hanno influenzato negativamente la vita. “Ama il prossimo come te stesso”. Chi preferisce la sofferenza al piacere di vivere difficilmente riesce a perdonare. Per chi vivere è un’esperienza che momento per momento insegna qualcosa perdona quasi automaticamente attimo per attimo. Perdonare serve per perfezionarsi sempre di più, è come accettare un’evoluzione perpetua, una crescita senza fine. Senza amore per se non si può perdonare. Senza amore per gli altri non si possono stabilire relazioni positive con gli altri. Senza la consapevolezza di essere un elemento importante della società non si può regalare la propria ricchezza, dicasi creatività, agli altri. L´amore è una forza universale ed è l´unica che genera. Infatti, per noi cristiani Dio è amore, Dio è vita e per tanto amore è vita. Chi perdona conosce il suo valore che non dipende dalla valutazione o dalle azioni altrui.
La consapevolezza consente la piena assunzione delle responsabilità della propria vita, anzi non serve più la “legittimazione” degli altri, chi vive autenticamente si libera dal giudizio altrui. Perdonare è una via verso la libertà. Perdonare significa superare i pregiudizi, i ruoli e le maschere. Le persone si sentono spesso costrette a fare delle cose che non hanno scelto loro, bensì sono state imposte dall’esterno: etichette, regole e tante altre norme regolamentano la convivenza impedendo il contatto con gli altri e con le dinamiche interiori. Le dinamiche relazionali spesso sfuggono al controllo anche perché alcuni  processi sono inconsci. Spesso la “coazione a ripetere” uccide la spontaneità nel rapporto e infatti legano l’individuo a certi comportamenti stereotipatici e lo fanno prigioniero dei condizionamenti socio-culturali. Una volta compreso le trappole bisogna perdonarsi per non autoaccusarsi dei fallimenti, del tempo perso ...Le situazioni che creano tensione o rottura in un rapporto. Ci sono tantissime cause che turbano un rapporto, la disarmonia spesso si costruisce in un percorso di incomprensioni, sovente colorato da tanto egoismo di una delle parti in causa. Tutte le relazioni che abbiamo sono relazioni tra due individui, non ci relazioniamo ad un Ente ma ad una persona che rappresenta quella istituzione, non al marito come ruolo ma ad un uomo che ha un rapporto ben definito con una donna e così via... Alcuni elementi che possono creare difficoltà notevoli in una interazione, specialmente se perdurano nel tempo possono essere: offese (parole o azioni che perdurano nel tempo), umiliazioni verbali e non, attacchi alla persona, prese in giro, ecc.., maltrattamenti fisici, negazioni della libertà di essere, dei propri valori ecc., mancanza di rispetto, p.  es. attacchi all´autostima, denigrazioni di ogni genere, ruoli imposti, discriminazione, favoritismi, disuguaglianze ... Chi impara a perdonare valorizza se stesso e ritorna sulla sua strada che a volte può significare anche prendere coscienza della fonte di frustrazione per allontanarla o cambiare strategia nei suoi confronti per arrivare ad un rapporto più paritetico ed autentico. Il processo del perdono implica la piena consapevolezza delle dinamiche interiori e la giusta valutazione degli effetti provenienti dall’esterno. Il processo del perdono implica una revisione della propria esperienza e la comprensione delle dinamiche che hanno spinto l’altro ad agire. Rendersi conto di ciò che si proiettava sull’altro, dei desideri e delle illusioni spostati sull’altra persona chiarisce la dipendenza verso le aspettative ed evidenzia che ogni illusione crea delusione. Perdonare aiuta a centrarsi su se e ad avere fiducia nel proprio agire e facilita il rispetto dell’altro e la sua accettazione incondizionata come individuo diverso.
Raffaele Cavaliere



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