Incontri da doula, un allattamento salvato







Questa è una delle tante cose belle che possono accadere facendo la Doula!
X mi ha chiamata un sabato mattina e dalla voce ho capito che stava vivendo uno stato d´ansia e di confusione quindi sono andata subito da lei.
Mi trovo in mezzo ad una campagna romagnola di metà maggio piena di rose in ogni cortile con il grano appena nato che tinge l´inizio delle colline di quel verde giallognolo profumato di nuovo.
L´umidità paludare tipica della zona non è ancora arrivata, quindi mi godo uno dei rari momenti in cui si respira il profumo della primavera.
Poi arrivo alla casa con un bel giardino dove vengo accolta da un timido papà, una nonna materna intenta a cucinare ed una neo mamma col suo piccolo addormentato sul letto.
Inizia un racconto un po´ confuso su tutto quello che le è successo, sembra che abbia fretta di dirmi tutto assieme, senza una sequenza cronologica.
“Mi hanno fatto il cesareo perché avevo la pressione molto alta. Io quando lavoro mi dedico tantissimo per ottenere i migliori risultati, così non mi sono dedicata alla gravidanza... adesso devo dare l´aggiunta di latte artificiale perché il mio seno non basta, lui è piccolo...” le si inumidiscono gli occhi e io le chiedo cosa vorrebbe oggi per il suo bambino.
“Vorrei nutrirlo col mio seno!” me lo dice con una convinzione tale ed un trasporto talmente forte che il primo pensiero che ho avuto è stato: ce la farà sicuramente!
Così le chiedo se è disposta a rinunciare a orologi e misurazioni e se è disposta a fare un po´ di sacrificio, non finisco neanche la frase che lei mi dice: sì, tutto quello che posso per il mio bambino.
Iniziamo a parlare dell´allattamento, del sonno, del tenerlo in braccio e con poca convinzione sia lei che lui mi ripetono tutto quello che gli hanno detto all´ospedale. In poco tempo sono riusciti a dirmi che loro avrebbero fatto diversamente e abbiamo trovato una soluzione ai loro disagi.
Ci sono stati momenti di vera poesia.
Mentre parlavamo della possibilità di tenere il bimbo nella fascia il papà ha tirato fuori dall´armadio tutti i veli che X mette generalmente sul capo e con ago e filo ha costruito una fascia meravigliosa e ben cucita. Ho fatto fatica a trattenere le lacrime, mi ha commossa la sua timida dedizione alla cura della sua nuova famiglia, poi abbiamo riso molto nel fare le prove, questo papà è anche un ottimo modello!
Abbiamo anche discusso parecchio sulla parola “artificiale”, i consigli che hanno ricevuto per non “viziare” il bambino e l´ossessione per l´orario della poppata a loro sembravano tutte cose artificiali come il latte che dovevano preparare dopo i 10 minuti di seno (al massimo 15, non di più), così si sono sentiti molto sollevati dalle soluzioni che abbiamo trovato.
Ad un certo punto la nonna ci invita a tavola dicendomi che non potevo assolutamente rifiutare il piatto che ha preparato perché nel loro paese quella è la pietanza della puerpera.
Mi trovo di fronte ad un grande piatto molto speziato con alla base dei fogli di pane ricoperti di verdure, semi e pollo. Bellissimo, peccato che io sia vegetariana! Non posso rifiutare, è un momento veramente magico, così non dico niente e sorrido.
Hanno messo le forchette, ma c´è un piatto solo e la nonna inizia a mangiare per prima usando la mano. Io chiedo se questo piatto è da mangiare con le mani, X sorride dicendo che la forchetta è “artificiale”, ridendo mangiamo tutti con la mano e il papà mi dice che nelle dita ci sono delle secrezioni che aiutano la digestione.
La nonna appena mi distraevo per parlare con X gettava pezzi di pollo dalla mia parte del piatto e faceva finta di niente appena la guardavo. Forse sono stata scortese quando ho dichiarato di averla scoperta, ma a me sembrava divertente!
Prima di andarmene ho accompagnato X nel letto per una poppata sonnecchiosa e la nonna ha preparato l´henné da metterle sulle mani e sui piedi, a lei piace molto questo perché la parola henné è assonante ad una parola che significa affetto, amore!
Le ho lasciate alla loro bellissima coccola e il papà mi ha accompagnata alla macchina dicendomi:
“La prossima volta non fare colazione così mangi tutto, non come oggi che hai lasciato tutto lì.”

Laura Casadei Doula



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