Nascere con l´ipnosi




E’ una pratica sempre più diffusa anche in Italia, oltre che in Europa dove l’Hypnobirthing è molto conosciuta. Intanto cosa è l’ipnosi ? Spesso viene considerato un fenomeno più vicino alla magia che alla vita quotidiana, temiamo che se ci facciamo ipnotizzare, cominceremo a chiocciare come galline, o una volontà estranea si impadronirà di noi. Queste favole non hanno fondamento, infatti una delle prime leggi dell’ipnosi è che “nessuno può essere ipnotizzato contro la sua volontà”. Un’affermazione dimostrata scientificamente, solo chi acconsente ad essere ipnotizzato può esserlo, a dispetto dei “trucchi” da show televisivo. Un’altra affermazione molto importante di Milton Erickson, uno dei più grandi maestri dell’ipnosi contemporanea, è che “Tutto è ipnosi”, ovvero nel normale flusso di coscienza che proviamo da svegli, avvengono continuamente delle piccole “interruzioni” della coscienza, in cui la mente si assenta o si riposa, le fantasie, i sogni ad occhi aperti, o la guida automatica ne sono alcuni esempi. L’ipnosi è dunque una modificazione transitoria dello stato di coscienza che la nostra mente sa creare spontaneamente. Durante la gravidanza ed in particolare durante il travaglio e il parto gli stati ipnagogici aumentano di numero e di durata, questo è un fenomeno che avviene spontaneamente e aiuta l’apertura, il rilassamento, il contatto con le emozioni profonde, il confronto con il dolore. Conoscere ed imparare ad avere confidenza con questi stati e saperli riprodurre al momento del bisogno, può avere numerosi effetti benefici, una migliore gestione dell’ansia, un rinforzo della sensazione di “potercela fare”, un migliore confronto con il dolore. La presenza cosciente della donna è comunque garantita, mentre diventa a poco a poco più facile bloccare i dialoghi interni distruttivi ed acquisire una maggiore flessibilità per consentirci di trovare le soluzioni desiderate senza sforzo.

Dei precursori in Italia sono Giovanni Farano e Giovanna Colciaghi che nell’ospedale di Rho organizzano training ipnotici per partorienti.


Testimonianza: Lucia Gemmail

Ho saputo fin dall’inizio, che se le cose fossero procedute normalmente, avrei scelto una nascita in casa. Fortunatamente la mia ostetrica era molto di supporto, entusiasta addirittura ! A ventisei settimane di gravidanza cambiammo casa e la nuova ostetrica della zona non era molto convinta dei miei piani. Mi sono beccata le solite frasi: “ Non raccomandiamo il parto in casa per il primo bambino…” e “ Se siamo occupate quel giorno, dovrai venire in ospedale…”

Per la pace della nostra mente e per assicurarci di ricevere il tipo di cura che più verosimilmente ci avrebbe guidati verso una nascita sicura e naturale, decidemmo di prendere un’ostetrica a pagamento: Deborah.

Dopo mesi di preparazione il 19 di giugno, esattamente a 41 settimane, il gran giorno finalmente arrivò, e fu tutto quello che avremmo potuto desiderare. Le cose cominciarono a mezzanotte con crampi leggeri che incrementarono gradualmente. Quando i crampi diventarono più intensi alle prime ore del mattino, cominciai ad usare il “Hypnobirthing sleep breathing”, un respiro ipnotico vicino a quello del sonno, per avere un po’ di riposo.

Ci svegliammo alle sette di mattina, e mio marito Raf cominciò a misurare il tempo di alcune contrazioni; sembravano avere un intervallo di tre minuti e durare circa un minuto. La maggior parte della colazione l’ho passata appesa al lavello della cucina, che sembrava essere la posizione più confortevole. Alle nove telefonammo a Deborah dicendole che le cose potevano essere cominciate ma di non affrettarsi perché le contrazioni erano ancora deboli.

Non potevo ancora davvero credere di essere in travaglio

Muovevo le mie anche da un lato e dall’altro, camminando un po’ mentre Raf preparava la piscina al piano di sotto. Sullo sfondo c’era la musica e la voce del mio Hypnobirthing Cd. Ho provato qualche tecnica di visualizzazione ma ho trovato che mi distraevano troppo. Praticavo invece continuativamente il respiro lento e cominciavo ad essere consapevole di entrare a poco a poco nella “zona calda”. Ero veramente felice di stare al buio, da sola,  con il mio respiro e il mio bambino.

Intorno alle 11 telefonammo di nuovo a Deborah, e poco dopo arrivò. Scesi giù facendo una faccia il più possibile “coraggiosa”, ma ora ero quasi sicura di sembrare proprio una donna in travaglio !

Dopo un rapido controllo tornai al piano di sopra. Deborah sedette quietamente accanto a me, misurando il tempo di alcune contrazioni. La sua presenza era davvero molto rassicurante e riuscii a stendermi per un po’, respirando insieme alle contrazioni. Dissi a Deborah che mi sembrava che le cose stessero rallentando. Così Deborah decise di allontanarsi per scrivere le sue note e lasciarmi sola per un po’. (Più tardi ho letto nelle sue note che le contrazioni erano ancora 3-4 ogni dieci minuti, incredibile come il tuo stato di coscienza può controllare il senso del dolore e del tempo !).

La piscina ora era pronta, ma ero preoccupata di entrare in acqua troppo presto. Deborah mi rassicurò che non era poi così presto e che se le cose fossero rallentate, potevo sempre uscire.

Mi sentii bene e davvero a mio agio in acqua, e riuscii davvero ad entrare in uno stato ipnotico. Ogni tanto ero goffamente interrotta da mio marito Raf che entrava e usciva dalla piscina o mi offriva un bicchiere d’acqua, e sempre durante una contrazione (ovvero quando sembravo più calma…!).

Comunque anche se mi sembrava di non registrare nient’altro, oltre alle interruzioni, sentivo la luce che mi davano i suoi massaggi sulla schiena e il suo stare con me nella piscina.

Intorno alle 12pm le mie acque si ruppero improvvisamente, ebbi una intensa sensazione di potere, il mio bambino era finalmente sulla via !. Le contrazioni stavano diventando più intense. Per un attimo pensai, altro che parto orgasmico ! Questo è davvero spiacevole !!! Ma riuscii dopo un po’ a ricentrarmi riportando l’attenzione sul respiro e interrompendo questo flusso di pensieri sgradevoli.

Secondo Raf, all’esterno non si è notata per niente questa mia piccola crisi, sembravo calma e rilassata.

Le contrazioni si facevano sempre più ravvicinate ed ero un pò spaventata di quello che sarebbe arrivato. Deborah mi teneva la mano e mi rassicurava, e mi diceva che probabilmente sentivo così perché ero nella fase della transizione, ed io volevo davvero crederle !

Non sapevo cosa stava succedendo e cosa dovevo fare, Deborah mi ha chiesto se mi veniva da spingere, e le ho risposto di si , mi ha detto di seguire semplicemente l’impulso naturale, quello che sentivo. Ero così sopraffatta dal potere delle contrazioni che mi ero dimenticata che stavo per partorire un bambino !

Raf mi disse che poteva vedere i capelli del bambino !

Ero convinta che l’ipnosi mi avrebbe aiutata durante il travaglio, ma l’espulsione ? Temevo che potesse essere molto dolorosa

Deborah sentiva i battiti del bambino con il doppler e notavo che lo spostava sempre più in basso, un altro segno che il bambino sarebbe presto arrivato.

Con la contrazione successiva sentii un dolore davvero acuto: la testa stava uscendo !

Cambiai posizione, accovacciandomi con Raf dietro che mi sosteneva, potevo toccare la testa del mio bambino !

Le contrazioni ebbero una piccola pausa, cercavo di stare calma e di aspettare che il corpo si abituasse, ma quel minuto sembrava durare un eternità !

Subito dopo una sensazione davvero divertente, come un ruotare, e in effetti era proprio il bambino che liberava le spalle in modo da far passare anche il resto del corpo, ma in quel momento non me ne resi conto, pensavo che fosse Raf che tirava la testa, al che gli urlai: Non toccare la sua testa !

Dopo, finalmente la contrazione successiva arrivò e nacque Joshua Adam alle 14.41 con molta facilità. Prima che me ne accorgessi, era già tra le mie braccia, aveva il cordone intorno al collo e Deborah gli passò le dita intorno al collo per liberarlo. Non ha respirato subito ma ancora aveva la possibilità di respirare dal cordone ombelicale. Si è guardato intorno per vedere il suo nuovo mondo.

Quando ci siamo guardati negli occhi ho davvero pienamente realizzato che una nascita naturale e dolce non è solo nell’interesse della madre, ma che un neonato non è un oggetto inanimato che ha solo bisogno di passare da un posto a un altro, ma è una persona che sente e capisce tutto quello che avviene. Siamo stati così fortunati ad essere riusciti a dargli questa entrata così gentile nel mondo, così come avevamo sperato.

E’ stato incredibile incontrarci finalmente proprio in carne ed ossa. Noi tre seduti nella piscina, non solo un bambino, ma una nuova famiglia era nata oggi.

Joshua cominciava a muoversi ed io ho provato ad allattarlo ma non era molto confortevole, le contrazioni riprendevano ma io non ero ancora pronta per partorire la placenta, quasi un’ora dopo Raf ha tagliato il cordone.

Deborah ha pesato Joshua ed io sono uscita dall’acqua, per sedermi sulla sedia da parto, Joshua si è attaccato subito al seno, un’ora dopo le contrazioni erano di nuovo intense e sono riuscita a partorire la placenta. Che sollievo !

Mi sono sorpresa quando Deborah mi ha detto che avevo una lacerazione di secondo grado, il lavoro di cucitura l’ho trovato alquanto doloroso, per fortuna la presenza di Joshua e Raf mi hanno aiutata a distrarmi un po’.

Quando il lavoro è stato fatto siamo saliti al piano di sopra per sdraiarci tutti e tre sul lettone, che sensazione incredibile ! Avevamo un figlio ! Gioia e responsabilità per il resto della vita.

Il nostro immenso ringraziamento a Deborah che è stata una presenza calma rispettosa durante tutto il parto. Ci ha dato il potere di gestire la nascita come avevamo sperato.

 

 

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