Disagio materno e humour toscano





Abbiamo colto l´occasione, offertaci da Andria con l´invito alla tavola rotonda dal tema "il disagio durante il parto e il puerperio" che si terrà a Verona il 17 dicembre, per girare l´argomento del "disagio materno" alle mamme del punto doula durante l´incontro da me condotto il primo dicembre. Per evitare di concentrare l´attenzione solo sul disagio ho scelto di sollecitare la condivisione non solo sul disagio provato ma anche sul benessere, consapevole che focalizzarsi sugli aspetti positivi poteva aiutare l´espressione di quelli negativi.
Sono presenti quattro mamme con i loro neonati dai tre ai sei mesi ed un´altra doula, Laurence Landais.
Le mamme presenti, insieme ad altre (circa una decina) frequentano il punto doula in modo continuativo da fine settembre. La prima cosa che ho notato durante la condivisione è stata la facilità di espressione di aspetti anche sgradevoli e la coesione del gruppo. Constato il cammino del gruppo, l´intimità raggiunta ed il buon grado di confidenza che il gruppo ha raggiunto nei due mesi di partecipazione. Una domanda simile infatti l´avevo posta anche all´inizio del percorso ma avevo avuto risposte molto più vaghe e generiche. Le risposte attuali quindi testimoniano del percorso fatto dal gruppo, e del grado di elaborazione che ciascuna ha compiuto individualmente.
Raccontare del proprio parto, mi sembra sia un raccontare di sè che tocca temi molto intimi, il rapporto personale con il cambiamento, con la sofferenza, espone la propria personalità e il proprio carattere, ed infine racconta e cambia con il momento presente, "dice" il momento presente, può essere un modo in ogni momento della nostra vita per dire e dirci chi siamo e come stiamo.

Chiedo dunque alle mamme di raccontare quello che hanno voglia di condividere sul tema "il benessere e il disagio materno durante il parto e il puerperio".

Comincia a raccontare Raffaella, mamma di Olivia tre mesi, partorita a Pontedera:
Secondo me è stato soprattutto un benessere, molto positivo, il disagio maggiore è stato di non trovare un posto accogliente come lo vorresti te. Disagio rispetto alla condivisione di certi principi, sapevo che cambiava il turno, cambiava l´assistenza. Due turni, due ostetriche completamente diverse, la prima glaciale molto efficiente tipo signorina Rottermeir, la seconda molto dolce, la relazione con lei molto bella, mi chiedeva come stai, come ti senti ? La prima invece era tutta un: Mettiti come vuoi ! fai come vuoi ! (il gruppo ride) molto per i fatti suoi, poco empatica, poco partecipe.
Per fortuna al momento del parto c´era l´altra, quella dolce
Nel post partum il benessere è stato il contatto con lei (indica la neonata Olivia), l´allattamento...il disagio è stato la solitudine, il non poter condividere con nessuno le cose...Non puoi condividere, ti senti l´unica che ha partorito sulla terra. Gli altri non capiscono, senti che gli altri sono fuori dall´esperienza, non capiscono la stanchezza, il cambiamento, il bisogno di incoraggiamento, di fiducia.
Chiedo: Chi poteva dartele ?
Raffaella : Mia madre, ma non me le ha date. Anzi era tutta un " Ma ce l´hai il latte ?" Anche Angelo (il marito), anche amiche lontane, da tutte ti aspettavi che l´evento sia "l´evento" per tutti, ma non è così.
  • Come pensi che possa essere data questa sensazione di essere al centro del mondo ?
  • Basta poco, qualcuno che ti chiede come stai, come ti senti ?
  • Se ora andassi a trovare un´amica che ha appena partorito , volendole regalare questa sensazione, come staresti con lei ?
  • Le darei disponibilità per qualsiasi cosa, le darei la sensazione che può contare su di me, anche per alleggerire e soprattutto l´ascolterei.
  • Va bene grazie, chi vuole continuare ?
Parla Liliana, mamma di Luna tre mesi, partorita a Pontedera:
Il travaglio e il parto è stato lungo, molto lungo, mi ricordo sensazioni positive. Al corso preparto le mamme si sentivano in ansia, io no, mi ero documentata, mi dicevo, questa cosa dovrà finire, tutto finisce. Le ostetriche sono state brave, una la conoscevo dal consultorio, mi ha introdotto in modo gentile, mi sono sentita libera di utilizzare tutte le cose, l´ostetrica si è trattenuta oltre il suo turno. E´ stata molto a contatto anche fisico, ha capito dov´era il punto che bloccava e ha aiutato a sbloccare.
Il disagio è stato l´ambiente ospedaliero, mi sono sentita un pò scioccata, mi hanno messo un momento di agitazione forte i medici.
Non mi sono sentita coccolata e aiutata.
Mentre avevo l´emorragia " Lo sai che l´emorragia post partum molte volte era la causa principale di morte"...(il gruppo ride)
Nonostante questo credo che l´ostetrica sia stata veramente brava, empatica, vicina fisicamente, è stata schietta, mi descriveva le sensazioni, ho avuto una guida.
Dopo lo sapete cosa è successo...( ha avuto difficoltà di allattamento e il pediatra l´ha minacciata che se non dava la giunta alla sua bambina, sarebbe stata un´assassina e la bambina sarebbe morta.)
Ma ora va molto meglio, la bambina cresce e la giunta l´ho quasi tolta.

Rossella, mamma di Francesco sei mesi, partorito a Pontedera:
Io parto dal disagio del dopo, non mi sono sentita tanto capita. Dicevo "Ho diritto di essere al centro dell´attenzione, lo voglio e lo pretendo !". Non è bastato.
Mio marito mi dice: " Ma me lo rinfaccerai tutta la vita ?"
Ha preso un giorno e mezzo di permesso, mercoledi ho partorito, venerdi è tornato al lavoro.
E "c´aveva da fà...se c´aveva da fà, caveva da fà ! " Il gruppo ride.
Mi sono sentita sola
Mia sorella ha preso due giorni di permesso, per farvi capire, mio marito un giorno, mia sorella due...Mi dava fastidio anche la disponibilità dei miei genitori e di mia sorella, perchè faceva risaltare ancora di più quello che mi mancava da parte di mio marito.
Alcuni amici sono venuti a Pisa mentre io ero a Pontedera, e quindi non mi sono venuti a trovare nemmeno gli amici.
Domenica è venuta una mia amica con tre bambini, che proprio non la richiedevo, tre bambini maschi, e mi ha chiesto "ma la fa ancora la poppata della notte ?"
  • Scusa quale delle quaranta ? (il gruppo si sganascia dalle risate).
Ecco questa incomprensione anche da chi ha figli...
Per il parto è stato bellissimo, il momento dell´espulsione, sentire il premito...il travaglio è stato doloroso ma vissuto bene, l´ostetrica mi ha accompagnata, è stata molto dolce, delicata, molto empatica anche se giovane, con poca esperienza.
La sensazione pelle a pelle con Francesco è stata meravigliosa, per la prima (la bimba ha tre anni) l´ambiente era bellissimo, ero a Gorizia, l´ospedale sembrava un hotel, c´era la stanza dei tulipani, come una camera d´albergo, però non sono soddisfatta del parto, hanno avuto fretta, me l´hanno fatta fare.

Quello che mi è mancato per il secondo, mi mancava l´ambiente di essere a casa mia.
Ora vi ho dipinto mio marito come un mostro, ma non è così, lui non ha accettato di essere venuto a Pisa, dove ci sono i miei, lì era tutto bello, qui tutto brutto, come se m´avesse detto: ora ci sei...può darsi che abbia pensato che avessi meno bisogno.

Isabella mamma di Francesco, cinque mesi, partorito a Pontedera:
Dunque il disagio, ho avuto disagio la prima notte, iniziano le contrazioni e avevo in camera una che aveva appena partorito, così il giorno dopo mi sono trasferita nella camera a pagamento.
Disagio durante i tracciati, si scordavano con chi avevano a che fare, io mi ero premurata di spiegare tutto quello che volevo e che non volevo, ma i medici passavano e non si ricordavano niente, mi dicevano: Che ci stai a fare ancora lì, andiamo su che fai il cesareo !
(il gruppo ride)
E io, eh ? Cosa ?
La paura che mi trattassero in maniera diversa da come volevo.
Durante il travaglio è stato bello, ho bevuto il tè, vocalizzato, musiche, l´ostetrica si è infilata con me sotto la doccia, tutta bagnata. Ho fatto il travaglio ad occhi chiusi, mi fidavo ciecamente, mi sono lasciata completamente andare.
Disagio è stato trasferirsi dalla sala travaglio alla sala parto con la testa sua tra le gambe, " Oh, guardate che lo fò, lo fò !" (tutte ridono)
Disagio, volevo partorire la placenta con lui attaccato, invece me l´hanno tirata e hanno fatto loro, me l´hanno data (la placenta), mentre lui (il neonato) era a fare la pesa, insomma quello che fanno loro..."
Ho avuto molta assistenza da parte di mio marito e di mia madre, gli amici non hanno capito niente anche quelle che hanno partorito. Io volevo rimanere da soli noi tre le prime due settimane e di fatto è successo che mi hanno lasciata completamente sola " Avevi detto che non volevi nessuna !", sono passata per rompiscatole paranoica.
L´ostetrica è venuta a casa.
Per me l´importante è ascoltare sempre, fare complimenti, dare conferme.
Anche se sbaglio voglio sentire che sono bella e brava, voglio complimenti.
Mio marito, eravamo sdraiati sul lettone mi fa: " Guarda che bello, come sta bene, guarda che abbiamo fatto ! Guarda che bella cosa che abbiamo fatto".
  • Non c´è che dire, me lo sono coltivato bene !"
  • Mi ha aiutato molto averci la camera da sola. Si cenava insieme con il prosciutto..., la salsiccia
L´ostetrica mi parlava con un tono così dolce, un tono perfetto, ogni volta che parlava mi calmavo ed ero felice.
Anche la donna delle pulizie veniva in punta di piedi, chiedeva " Posso entrare ?", tutto un insieme di cose...
E´ importante parlare con chi ha partorito da poco, tipo questo dialogo:
Ti viene da piangere ? Anche a me
Ti senti inadeguata ? Anch´io
E fare in modo che tutto questo lo senta il marito, che anche loro hanno bisogno di sapere che è normale, che va tutto bene.

Anche Laurence racconta la sua esperienza, ha partorito a Pisa:
Mi si presentavano senza dire il loro nome, chi erano, cosa volevano da me, senza presentarsi, senza dire perchè, ero molto a disagio. Sei lì in mezzo a tutta quella gente che viene a controllare, ma tu non sai chi è, parlano di te in terza persona.

Isabella riprende il racconto: Per creare l´empatia bisogna ascoltare, non ti guardano, non ti sentono, dicono solo: "Si calmi signora", siamo isteriche.
Un altro disagio è che ho trovato lei, con gli occhi gelidi da husky (l´ostetrica che prima era stata soprannominata signorina Rottermeier) e le dico, mi sento proprio male, mi guardi per favore ? Andiamo di là, cercavo di appoggiarmi alle sue spalle e lei rigida correva, mi ha risposto "vediamo di evitare queste visite inutili, che poi si è rotto il sacco e sei a rischio di infezioni.

L´esperienza riferita è dunque globalmente positiva nonostante il disagio raccontato sia almeno proporzionale al benessere . La condivisione ha dato l´occasione per rifletterci, e per dare parole al disagio, per vederlo, come se fosse stato rapidamente accantonato, con pochi spazi o nulli di elaborazione. Hanno dimostrato tutte un notevole senso dell´umorismo e di avere molte risorse per affrontare il disagio subito. Mi rimane la percezione che con un ascolto e un accompagnamento personalizzato fin dalla gravidanza, molto di questo disagio poteva essere evitato. Sebbene riguardi in gran parte tratti del carattere o situazioni di disagio attuale, la possibilità di esprimerlo all´interno di una relazione contenitiva e protetta può essere un momento forte di consapevolezza e di apertura verso una possibile elaborazione .

Emanuela Geraci



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