La mia doula on line !

  donna che dorme

 

Ho sentito per la prima volta la parola “doula” una mattina di fine agosto di tre anni fa: appena tornata dalle ferie, ero all’inizio del terzo mese di gravidanza, chiacchieravo con la mia amica l’Antonella-l’erborista nel suo negozio, raccontandole com’erano andate le ferie e come mi sarei organizzata per la preparazione al parto. Avevo deciso di partorire in casa, stavo già iniziando i preparativi per l’organizzazione e fin da subito mi ero riproposta di conoscere tutte le offerte di corsi e iniziative disponibili nella mia città, per le future mamme. Mentre le raccontavo le tante iniziative che avrei seguito (con una punta di orgoglio per la mia conoscenza in materia… insomma, ero pur sempre una futura mamma che aveva deciso di partorire a casa, poffarbacco!!!), l’Antonella-l’erborista di punto in bianco mi dice “e che ne pensi di prenderti una doula?”

Accidenti, una doula? e che cos’è? un rimedio omeopaticoayurvedico? Non lo sapevo…che smacco, io che mi vantavo di conoscere tutto in tema di nascita e dintorni…non avevo sentito mai nemmeno per sbaglio questo termine….le ho detto: “no… non ne so niente…” e lei ha aggiunto: ”ah, che bellissima figura e che bellissime cose organizzano! vai a dare un’occhiata su internet…”. Appena uscita dal negozio mi sono fiondata a casa e ho affidato alla Rete la mia ricerca, senza perdere tempo.

Non so cosa mi spingesse a buttarmi a capofitto in questa ricerca, forse un po’ la curiosità, un po’ il desiderio di colmare l’“ingiustificabile” lacuna, o forse la percezione di qualcosa che, più o meno inspiegabilmente, mi attraeva molto.

L’incontro con il sito www.mondo-doula.it è stato del tutto fortuito…diciamo pure che è stato google a spingermi verso le braccia (virtuali) di Emanuela Geraci!

Subito le ho scritto una email per chiederle maggiori informazioni sul corso di preparazione al parto on line organizzato dall’associazione Mondo Doula, e mentre leggevo sul video, poche ore più tardi, le parole della sua mail di risposta, in cui mi spiegava in dettaglio come si sarebbe articolato il corso, ho sentito che mi sarei potuta fidare e affidare a questa persona.

Ho deciso immediatamente di provare l’esperienza e farmi accompagnare dalla mia doula “virtuale”: ci siamo quindi sentite al telefono e sentendo la voce di Emanuela ho trovato conferma di quelle che erano state le mie prime percezioni: abbiamo parlato in generale della mia gravidanza, di quel che stavo vivendo…e mano a mano che la conversazione proseguiva, acquisiva contorni sempre più netti la sensazione che avevo provato fin dall’inizio: sentivo di potermi lasciare andare, con lei, come quando ci si accoccola su un divano morbido e comodo, ed ero certa che quella donna dall’altro capo del filo, che non conoscevo né avevo mai nemmeno visto, si sarebbe presa cura di me.

Sì, il divano: ecco un’immagine che mi viene subito alla mente, ripensando all’esperienza con la mia doula on line.

Non solo per la sensazione di accoglienza e morbidezza che mi aveva ispirato fin da subito Emanuela, ma anche perchè è proprio sul mio divano rosso che si sono svolti la maggior parte degli incontri del nostro corso… proprio lì disegnavo, scrivevo, davo spazio alla mia creatività durante i laboratori che lei mi proponeva ogni settimana, chiacchieravo con lei al telefono e soprattutto…lì mi distendevo per seguire (hem hem…) le visualizzazioni che mi proponeva. Ho scritto “seguire”? no, vi prego, non chiedetemi troppi dettagli sulle visualizzazioni che Emanuela mi ha proposto: non saprei rispondervi…un (peraltro indimenticabile) sonno ristoratore, immancabilmente mi assaliva non appena cominciavo a rilassarmi seguendo le istruzioni che la suadente voce della mia doula virtuale mi dettava per telefono…e mi ritrovavo qualche mezz’ora più tardi con una cornetta ormai cadutami a fianco nel divano, che faceva tuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu.…e chissà che risate si sarà fatta lei, all’altro capo del filo, quando alla fine dl lavoro sentiva il telefono muto…

Sì lo confesso, quasi regolarmente mi addormentavo durante le visualizzazioni, ma credo fossero sonni (e sogni) molto intensi, che sicuramente hanno fatto ben lavorare il mio subconscio: ricordo nitidamente alcune immagini, ispirate dalle visualizzazioni fatte con Emanuela, che poi mi sono tornate alla mente e che ho utilizzato durante il travaglio.

Mi sono chiesta tante volte cosa mi avesse spinto a cercare e scegliere una doula, nonostante avessi

da poco conosciuto anche la mia ostetrica, che mi ha seguito in ogni fase della gravidanza con tutta l’attenzione, la professionalità e la cura possibili.

Eppure, da assoluta ignorante dei rapporti esistenti tra le due figure e delle attuali difficoltà di coordinamento (e a volte di dialogo) tra le due professionalità, da futura mamma, percepivo la loro netta differenza e la chiara distinzione dei due ruoli: Giuliana era la mia ostetrica, persona meravigliosa, che mi visitava, auscultava il cuoricino del mio bambino e con veloci e incisive visite mi aiutava a percorrere il cammino, offrendomi il supporto tecnico-medico di cui avevo bisogno. Emanuela da lontano, era il mio “angelo virtuale”, che mi sosteneva, mi faceva sfogare, mi regalava uno spazio tutto mio per far scatenare la mia creatività e far emergere quel che avevo dentro.

Due figure complemetari ed essenziali, entrambe, per affrontare con piena consapevolezza di me e del mio potenziale, fisico ed emotivo, il grande evento del parto.

Un istinto molto preciso e sicuro mi aveva spinto verso la scelta di una doula e sentivo di aver bisogno proprio di una persona come Emanuela per affrontare al meglio il mio cammino verso la maternità, forse anche perché da un anno circa avevo perso la mia, di mamma, e la sua mancanza durante il periodo della gravidanza fin da subito mi era pesata infinitamente.

Non sapevo che la doula facesse da madre alla madre…e io avevo un bisogno enorme di una madre, e senza nemmeno rendermene conto, ero andata a cercarmi una “mamma virtuale”!

Credo davvero sia stato fondamentale il lavoro svolto con Emanuela durante quei mesi, nei nostri laboratori settimanali a distanza, anche se lei poi non c’è stata fisicamente al momento del mio travaglio e poi del parto: forse solo così ho potuto affrontare le mie paure, le mie sofferenze e il mio dolore (che sicuramente non sarei riuscita a far emergere nei gruppi preparto che frequentavo), prendere consapevolezza delle mie fragilità, godermi la mia creatività, far venire fuori i colori che tenevo nascosti dentro di me ed affrontare con forza, determinazione e consapevolezza la scelta di voler far nascere il nostro bambino a casa.

Fondamentale la mia doula lo è stata anche nell’unico momento di crisi della mia gravidanza, che ho vissuto quando la mia ostetrica mi ha comunicato che per ragioni personali avrebbero potuto esserci problemi per la sua presenza al mio parto.

Per qualche giorno mi sono sentita molto angosciata, quasi che tutto il progetto che stavo portando avanti da mesi rischiasse di infrangersi…e ho sentito il poderoso sostegno di Emanuela, che mi ha subito tranquillizzato, dicendomi che, se avessi voluto, lei e una sua collega avrebbero potuto venire fino a Padova per aiutarmi a far nascere Matteo. In quel momento mi sono sentita davvero protetta, al sicuro, protetta dalle grandi ali della mia doula-angelo!

Non c’è stato bisogno di nulla, io ho potuto realizzare il mio desiderio e Matteo è nato in casa, grazie all’accompagnamento della mia indimenticabile ostetrica ma anche del mio “animale-guida”, più volte visualizzato con Emanuela, che mi ha anche lui accompagnato durante tutta l’avventura del travaglio e del parto, aiutandomi a trovare l’energia e la forza di cui avevo bisogno….potenza della doula-virtuale, sempre presente nonostante la distanza!

L’intensità di tutto quello che abbiamo vissuto non si è ancora esaurita: ho sentito fin da subito che quella doula mi aveva coinvolto in un percorso che probabilmente avrebbe modificato la mia vita…e mio figlio ha fatto il resto. Da allora, ho un grande desiderio: poter diventare io stessa

una doula (più o meno virtuale) per altre donne…un po’ divano, un po’ angelo, un po’ mamma…


di
Maria Antonietta Zuccalà, doula



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