Vivere il parto intimamente

RELAZIONE DI TIROCINIO
OLGA PASIN
 
CORSO DOULE 2012/2013

SONIA  mamma di Leonardo
 

Descrizione
Raccontare l’evento. Descrivi semplicemente cosa è successo.
Quali erano i tuoi obiettivi e le tue aspettative
 
Ho conosciuto Sonia grazie ad un´amica in comune, alla quale avevo detto che stavo cercando una mamma con cui fare il tirocinio.
Ci siamo incontrate in un bar un pomeriggio, Sonia è sposata con Enrico ed hanno un figlio di 5 anni, Jacopo. Il giorno in cui ci siamo conosciute Sonia è incinta di 6 mesi e non sa se sta aspettando un maschio o una femmina.
Dopo i primi convenevoli le ho ribadito che sono una doula in formazione e il mio percorso prevede anche un tirocinio con una mamma durante due momenti  (gravidanza e parto, o gravidanza e puerperio) e l‘ho ringraziata per essersi resa disponibile ad aiutarmi. Lei  mi ha chiesto di raccontarle il lavoro della doula e i motivi che mi avevano spinta a scegliere questa professione.
Dopo una breve spiegazione sul lavoro della doula e sul perchè avessi scelto questo lavoro mi ha raccontato la sua storia e le sue aspettative riguardo al bambino che stava aspettando. Desiderava avere un parto naturale visto che in precedenza aveva subito un cesareo: "vorrei vivermi intimamente e completamente questa esperienza, partecipare, l´epidurale l´altra volta mi aveva quasi resa insensibile". Sonia è una donna che ha le idee chiare, è determinata nelle sue scelte, vuole essere attiva e vicina al suo bambino come non è riuscita ad esserlo durante il primo parto.
 
Si è informata, ha letto alcuni dei libri che anche io dovevo studiare. Eravamo molto in sintonia ed mi ha detto"mi piaci e mi piace il motivo per cui hai scelto di fare la doula, è bello trasformare un´esperienza negativa in una positiva per gli altri". Ha aggiunto che le piaceva l´idea di essere seguita nei mesi successivi: non voleva andare a partorire in compagnia della madre, in quanto era un´esperienza che aveva già vissuto e non voleva riviverla. Enrico, il marito, non se la sentiva di entrare con lei in sala parto. Ho detto a Sonia che stavo ancora imparando ma che avrei fatto il massimo per accompagnarla in questo percorso; ho dato la mia completa disponibilità, le ho detto che le avrei inviato il file di far da madre alla madre per ulteriori informazioni sulla doula e poi ci siamo salutate.
Non ci siamo dette altro e dopo una settimana non avevo avuto più sue notizie e non sapevo nè quando nè se avremmo iniziato! Avrei dovuto essere più chiara sulle modalità degli incontri, (mi chiami tu quando vuoi  inziare, ti chiamo io), ma per insicurezza ho detto:"ci sentiamo presto". Dopo una settimana le ho inviato un sms per sapere se aveva ricevuto la mail con il file del libro e lei mi ha chiesto quando ci saremmo viste. La sua richiesta di vederci mi ha tranquillizata...ero stata scelta!
Tutti i nostri incontri successivi (5) si sono svolti a casa di Sonia, dove conosco anche Enrico.Mi fanno tante domande, ascoltano le risposte. Parliamo del corso pre-parto che Sonia sta seguendo, delle ostetriche,  del consenso informato, del  piano del parto: lo compiliamo insieme pensando ad un piano B, al ruolo di Enrico durante il travaglio a casa ed in ospedale, alle posizioni per partorire, a ciò che ostacola o favorisce il travaglio. Lavoriamo sulle visualizzazioni, definiamo il mio ruolo: cerchiamo di essere molto precisi, e la precisione aiuta me e loro. Parliamo della nascita di Jacopo, di come sono andate le cose e di come si è sentita Sonia in quell´esperienza. Racconto loro come potrebbe essere questa volta, di come il parto possa essere un´esperienza unica e bellissima per mamma e bebè se vengono rispettate alcune condizioni di base. Sonia ed Enrico sono d´accordo, vogliono poter scegliere e decidere. Sonia ha ben chiaro come dev´essere il suo parto e intende difendere le sue idee, Enrico l´appoggia. Da questo confronto Sonia decide di chiedere al suo ospedale altre informazioni sul parto, vuole poi imparare il Training Autogeno e mi chiede esplicitamente di accompagnarla a partorire.
Durante l´incontro successivo Sonia è molto in ansia e arrabbiata: ha il diabete gestazionale, e al suo ospedale le hanno detto che dovrà fare un parto cesareo programmato alla 38° settimana! Sonia perde il controllo e parliamo del piano B, cerco di rassicurarla di confortarla,  parla molto e io resto ad ascoltare le sue paure. Quando torno a casa parlo con un amico di famiglia che segue le donne in gravidanza con diabete gestazionale e scopro che all’ospedale di Moncalieri non inducono il parto alla 38° settimana, ma cercano di far nascere il bambino naturalmente. Lo dico a Sonia e insieme andiamo a Moncalieri per parlare con la ginecologa. che la rassicura e le dice che se non ci sono problemi potrà fare un parto naturale. Sonia decide di cambiare ospedale ad una settimana dal cesareo programmato.
Tre settimane dopo parte il travaglio, alle 2 del mattino Sonia mi chiama ed insieme andiamo in ospedale. Dopo la visita con l´ostetrica scopriamo che si tratta dei prodromi e decidiamo di salutarci, Sonia preferisce che io vada a riposarmi mi chiamerà quando sarà il momento. Torno in ospedale alle 10 del mattino ee dopo alcuni minuti entro in sala parto al posto di Enrico che nel frattempo era rimasto con lei. Sonia vuole che le stia vicino e io non la lascio nemmeno per un minuto, la massaggio, le porto da bere, la incoraggio, parliamo poco non servono parole, ci muoviamo all´unisono siamo solo io e lei. Quando ha caldo la bagno, le tengo la mano. Sto lì. Durante la fase espulsiva, quando crede di non farcela più le dico che è una leonessa che ce la può fare, che anche il suo bambino ce la sta mettendo tutta e che lei lo sta aiutando a nascere. Circa tre ore dopo Leonardo nasce, quasi tra le mie mani e dopo pochi minuti me lo ritrovo in braccio: guardo Sonia e piangiamo insieme. Sto con lei ancora qualche minuto e poi esco dalla sala parto per lasciare il posto ad Enrico e vado a casa.
Nei giorni successivi Sonia mi chiama mi chiede di andare a trovarla, vuole presentarmi a tutti ma io non voglio invadere il suo spazio o forse sono io che ho bisogno di stare sola; le dico che tornerò a trovarla quando sarà a casa e si sarà sistemata. Dopo 5 giorni vado a trovare Sonia a casa, insieme  parliamo del parto, di ciò che è accaduto e di quello che abbiamo provato. Piangiamo insieme per l´emozione, ci abbracciamo. Nei mesi successivi ci siamo incontrate ancora alcune volte, Sonia aveva bisogno di parlare del rapporto con il marito e delle difficoltà che stavano incontrando nella gestione delle nuove dinamiche famigliari.
 
I miei obiettivi erano quelli di essere utile a Sonia ed Enrico, di aiutarli il più possibile a realizzare il loro sogno. Credevo che sarebbe stato complicato e difficile poichè avevo sì studiato, ma ero solo all´inizio, era la prima volta.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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