Fotografia e Maternità

Fotobiografia e maternità
Ho appuntamento con Noemí Genaro, fotografa, madre e doula, all´entrata di una grotta semidistrutta nei pressi del lago di Negratin, a Zujar (Granada - Spagna)...
Ciao Noemí, che ci facciamo qui?
Beh, sai, in una di queste grotte è nata mia madre... adesso sono abbandonate, ma 60 anni fa questo era un paese... c´era addirittura la scuola, la chiesa... ebbene, in questa grotta mia nonna ha partorito i suoi tre figli, e così partorivano tutte le donne in quell´epoca, con il sole e con la neve... senza elettricità, con il torrente qui vicino dove andare a prendere l´acqua...
Ma... non avevamo appuntamento per parlare del laboratorio di fotobiografia e maternità?
He he... infatti... Il laboratorio consiste nel guardare al passato, a tutte quelle donne che stanno dentro di noi, e riflettere su com´era la maternità delle nostre nonne, com´è stata poi quella delle nostre madri...
Ah, bene, allora quello che mi racconti è più o meno come vivevano le nostre nonne... e le nostre madri?
Ecco, dalle nostre nonne alle nostre madri ci fu un cambio importante, si passò dall´allattamento al seno al biberon, dalle difficoltà materiali al comfort dell´ospedale....
E noi?
Beh, a noi è andata ancora meglio, perché generalmente possiamo scegliere. Possiamo scegliere tra allattamento al seno e biberon, se partorire in casa o all´ospedale... Ci possiamo permettere il lusso di prendere il meglio delle nostre nonne e il meglio delle nostre madri. Creo che il cambio più importante è stato che ora ci possiamo permettere di prestare attenzione alle emozioni, agli aspetti psicologici...
E il corso di fotobiografia e maternità, di cosa tratta?
Si tratta di cercare tra le fotografie dell´album famigliare, le fotografie antiche che troviamo nei bauli e nei cassetti delle nonne, madri, zie ...(perché quasi sempre sono le donne che custodiscono questi tesori) e portarle nel gruppo. Nel gruppo si guardano, si condividono, e si scoprono cose.
Che cosa si scopre?
Beh, si scopre tutta una gamma di odori e sapori, di sensazioni d´altri tempi... odori di campagna o di città, sapori amari o dolci... se vostra madre vi toccava poco, o nulla, molto o troppo, come guardava vostro padre, o i vostri fratelli... se la nonna appare nelle fotografie, però sempre guardando altrove, se il nonno non c´è mai, o c´è solo nelle ricorrenze famigliari...
... e poi?
Poi si confrontano con le fotografie attuali, a volte incontriamo una foto di tua madre con te praticamente uguale a una tua con il tuo bebè, o della tua gravidanza e quella di tua madre... E il passo successivo è quello di rifare o reinterpretare le fotografie.
E come si reinterpretano le foto?
A volte lo facciamo davvero, rifacendo la fotografia, però in maniera più conscia, prima erano ritratti, ce li facevano e basta, adesso siamo noi a decidere quando, con chi, come... Altre volte invece si fa una simulazione nel gruppo, con le persone presenti, ci si colloca ai propri posti e... clic!
... per esempio?
Per esempio una ragazza aveva una foto sua, incinta, da sola con l´albero di Natale, e diceva che appariva da sola perché la sua famiglia non era molto contenta della sua gravidanza, così ha deciso di rifarsi la foto, con l´albero di Natale come simbolo, insieme alle persone che sentiva come la sua famiglia. O puoi rifare la foto di tua madre dandoti il biberon, mentre allatti tuo figlio al seno. O... tante possibilità.
In questo modo si scoprono e si sanano anche molte cose... Anche se in realtà delle scoperte non c´è bisogno di parlare tanto, si sentono e basta.  Non è necessario ragionarle con la mente, spiegarle, razionalizzarle. La cosa buona delle fotografie è che agiscono a livello intuitivo, emotivo, ti danno un tocco sul cuore, nient´altro.
E niente meno...
Sì, chiaro. Né più, né meno. Si riescono a sanare molte cose, quasi senza accorgersene.
E perché questo laboratorio? Da dove viene l´idea?
E`stata quasi una visione. Io sono fotografa e doula, ho insegnato per molti anni, leggo i tarocchi, e ho scritto una tesi dottorale su autoritratto e identità, così il corso è una sintesi di tutto questo.
A chi è diretto il corso? Chi può farlo?
Principalmente è diretto alle donne, siano madri o no, tanto figlie lo siamo tutte. Si tratta di riflettere sull´eredità materna delle nostre madri, nonne....
E se decidiamo di partecipare, dove ti troviamo?
Potete cercarmi attraverso il mio sito: www.noemigenaro.com o via mail: noemi_genaro@yahoo.com.
Posso viaggiare quasi ovunque per farlo, sono stata da poco in Italia, a Torino, alla scuola delle doule... ed è stato geniale!
Grazie Noemí, allora vado a cercare qualche vecchia fotografia!
Grazie a te, e goditi la ricerca!
 
Noemí Genaro.
tradotta da Silvio Garabello Uruss
 
 
 


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