Quanto costa un neonato?









Arrivano messaggi tristi, dal mondo dei neonati.
Un programma Rai ha mostrato quanto pesa, sulle finanze delle famiglie, l´arrivo di un bambino. La persona che conduceva il "dis-servizio" accompagnava una mamma in gravidanza in un negozio "specializzato" (apparentemente in puericultura, ma di fatto, in un luogo di ignoranza, qualunquismo e disinformazione) ad acquistare le cose "assolutamente indispensabili" (al beneficio della cassa) in previsione della nascita. Pannolini, passeggini, tutine più o meno sfiziose (lo sfizio dipende da quanto si sia disposte a spendere, ovviamente), detergenti, creme, ciucci, un minibiberon e latte in polvere.
Ad un bimbo in seconda giornata di vita, vengono dati due biberon di aggiunta, giustificati dalla troppa fame del piccolo. Oppure perchè la montata non è ANCORA arrivata.
Alla dimissione, è comune (ma non si deve dire, che gliel´ho date, signora...) che vengano passati barattolini di latte formula alle neomamme. Non si sa mai.
I pediatri che dopo una visita rapida non rispondono (spesso non possono, un pediatra spesso di allattamento non è sufficientemente informato) alle domande specifiche delle madri e prescrivono latte artificiale, così stiamo più tranquilli.
Il messaggio è subdolo. Mascherato da "aiutini innocenti", dalla sensazione che tanto di latte artificiale non si muore, da "piccole innocue" soluzioni.
Il messaggio reale è "tu mamma non ce la fai, non sei in grado di occuparti di tuo figlio, il tuo latte non basta a sostenerlo, la tua presenza non basta, hai bisogno di qualcuno che ti tolga dall´impiccio, che ti dica cosa fare, perché tu davvero non lo sai e da qualcosa che, perché no?, faccia al posto tuo". Togli consapevolezza, togli capacità innate, togli serenità. Da lì alla possibilità di nuocere ad un più semplice, naturale rapporto tra madre e figlio, il passo è breve. Ci sembra ci si assuma con leggerezza responsabilità grosse.
Quello che viene dopo, a casa, nella solitudine, chi lo vuole sapere, davvero?
Ma chi manca di capacità? Le madri o le persone che mal le consigliano, le persone ufficialmente preposte a questo, che dovrebbero quindi saperne, a stare con loro, a sostenerle, a comunicar loro che, per quanto possa sembrare dura, loro sono le madri giuste per i loro bambini. Nessuno o niente dovrebbe potersi intromettere. Né prima, né durante la nascita, né dopo.
La soluzione è semplice. Ma non la vediamo.
Sembra più semplice passare latte sottobanco, consigliare di lasciar piangere un neonato reo di essere capriccioso, far sentire le donne non perfettamente capaci.
Si sposta l´attenzione, si commettono atti di violazione (lo sapete che fatti come quelli che abbiamo raccontato sopra sono ritenuti pratiche che vanno contro il Codice Internazionale OMS-Unicef e debbono essere denunciati? ved. IBFAN), ci si tira fuori dopo aver buttato la bomba. E´ prevaricazione, diffondere l´idea che gli altri sappiano più di una madre quello che è giusto per il proprio figlio, loro, non lei.
Siamo amareggiate, imbarazzate per chi si comporta in questo modo e la passa liscia pensando di aver fatto magari la cosa giusta.
Le madri sono migliori. Avrebbero solo bisogno di un po´ di pace. Di tempo per stare con il proprio bambino, per ritrovarsi, per riconoscersi. Di informazioni ricevute in gravidanza. Informazioni giuste, non faziose, non di comodo. E di qualcuno che le ascoltasse, senza giudicare, senza consigliarle pensando alla propria esperienza, senza imporre la propria disinformazione (e magari i propri interessi), solo dicesse loro che quello che sentono fa parte del diventare madri. I dubbi, le paure, le convinzioni profonde. quelle che nascono dall´istinto che suggerisce che la strada non è quella che mostra certa pubblicità, da persone disinformate che vogliono comunque dire la loro.
Quello che aiuta davvero una madre è ascoltare la propria pancia e quello che il bambino, saggiamente, suggerisce.
di Beatrice Bosco, doula


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