Lo "sperma musicale" degli aborigeni australiani

APPROCCIO CRANIOSACRALE ALLA MATERNITA’
di Raffaella Bonino
Raffinata arte di ascolto del corpo, il trattamento craniosacrale è un metodo olistico manuale che lavora al confine tra sistema fisico e quello energetico. Il trattamento non è limitato al cranio e alla colonna vertebrale ma, attraverso il lavoro sulle fasce, coinvolge tutto il corpo. Tramite la palpazione, che non implica solo l’uso delle mani ma di tutti i sensi, oltre che della mente e del cuore, il facilitatore, con un approccio intenzionale e non invasivo, accompagna il cliente in uno stato di profonda quiete, dove ritrovare il contatto con l’integrità del suo essere. Da questo spazio neutro può iniziare il processo di autoregolazione e le forze autocorrettive possono essere guidate a lavorare per ristabilire un equilibrio alterato.

Proprio per la delicatezza con cui porta l’organismo ad orientarsi verso la salute, in armonia con i suoi ritmi e quelli della natura, il craniosacrale è particolarmente indicato in gravidanza e nella fase post partum.
Durante la gestazione può alleviare per esempio gli usuali gonfiori alle gambe e dolori lombari, e favorisce una maggiore elasticità del pavimento pelvico in preparazione al parto, così come successivamente aiuta la ripresa del normale tono muscolare addominale.
In caso di parto cesareo, il lavoro sulla cicatrice ammorbidisce i tessuti ed aiuta il corpo a liberare le energie con cui si era preparato ad affrontare un evento che poi non si è verificato.
Un aspetto particolarmente interessante è quello di prevenzione per il nascituro. Quando l’osso sacro della madre è libero di esprimere il movimento craniosacrale, esso spinge dolcemente il bambino e gli consente di stare in una posizione corretta. Inoltre, poiché il cranio del bambino si modella sul canale del parto, se il bacino della madre è simmetrico, si possono evitare eventuali problemi futuri.

Un’esperienza particolarmente significativa e che mi ha riempita di gioia è stata quella di una giovane donna alla seconda gravidanza. Avendo subito il taglio cesareo per il primo figlio,  era molto spaventata all’idea che ciò si potesse ripetere. Aveva terminato il tempo e stava quindi per  essere ricoverata. Durante il trattamento, mentre le lavoravo la cicatrice, visualizzò un sacchetto pieno di liquido nero che pian piano si diffondeva in tutto il corpo, per uscire alla fine dalla testa lasciandola completamente “pulita”. Ciò le dette molta tranquillità e dopo due giorni partorì naturalmente…

Si credeva che ogni Antenato, mentre percorreva il paese cantando, avesse lasciato sulle proprie orme una scia di "cellule di vita", o "bambini spirito".
- Una specie di sperma musicale, disse Arkady facendo di nuovo ridere tutti, persino Flynn stavolta.
Si pensava che il canto stesse sospeso sotto il terreno sotto forma di un´interrotta catena di distici: uno ogni due passi dell´Antenato, ciascuno composto dai nomi che egli "buttava fuori" mentre camminava.
- Un nome a destra ed uno a sinistra ?
- Si, disse Flynn.
Bisognava immaginare una donna già incinta che va a fare il suo giro quotidiano in cerca di cibo. D´improvviso, pesta un distico ed il bambino spirito salta su, passa per l´unghia dell´alluce e sale nella vagina, o entra in un callo aperto del piede e si installa nel grembo dove feconda il feto con il canto.
- Il primo calcio del bambino, disse Flynn corrisponde al momento del concepimento da parte dello spirito.
Allora la futura madre contrassegna il luogo e va di corsa a cercare gli anziani, i quali interpretano la configurazione del terreno e stabiliscono quale Antenato percorse la via, e quali strofe saranno proprietà privata del bambino. Gli riservano un luogo di concepimento che coincide con il punto più vicino della Via del canto..."


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