Parti estatici

Di Emanuela Geraci

L’aderenza ai significati del parto non si concretizza semplicemente nel vissuto di un parto naturale, piuttosto che di un parto medicalizzato, ma vive soprattutto nella consapevolezza del passaggio e di ciò che una donna può imparare da tale passaggio. L’estasi, l’uscire “fuori di sé” può essere colta nei numerosi momenti in un parto, in cui si contatta una realtà “transpersonale”, ovvero qualcosa in noi che va oltre i nostri confini individuali, oltre i confini di chi crediamo di essere e di come siamo abituati a pensarci. In questo senso un parto estatico non è necessariamente un parto privo di dolore, ma un parto in cui siamo riuscite a cogliere un frammento di un significato più ampio, vitale per noi stesse e per gli altri. Silvia ci racconta la sua memoria dell’inizio del travaglio…

Cesare non ama la confusione e questo si è capito dal fatto che ha deciso di nascere non appena abbiamo finito di ripulire la cucina dopo averla ridipinta mercoledì scorso.. Sapevo che finché non avessi tolto di mezzo tutti i lavori da casa il mio parto non ci sarebbe stato, ero un pò nervosa e impaziente per questo. E così è stato: abbiamo sistemato tutto, cenato, e appena Ettore (21 mesi) si è addormentato, mi sono messa seduta sul divano con Antonio, e dopo nemmeno un quarto d´ora mi si sono rotte le acque.. Che strana sensazione, con Ettore non c´era stato questo segnale, erano state rotte in ospedale poco prima che lui uscisse, per accelerare il parto.
Ci siamo guardati ed in me è scesa una calma quasi surreale.. sapevo che ero ad una specie di giro di boa, tutto ciò che avevo rielaborato dal mio parto ospedalizzato e traumatico di Ettore, stava ora per essere messo alla prova da quello che stava per succedere. Abbiamo passato un paio d´ore in pseudo-normalità.. guardando apparentemente un film, di cui non abbiamo capito nulla. Poi verso mezzanotte le prime contrazioni che hanno cominciato a farmi piegare sul mio gnocco - un cuscinone cucito apposta per Cesare da un´amica-mamma-cangura. Ho avvertito l´ostetrica e intanto l´intensità dei dolori aumentava pian piano. Ho cominciato a camminare per casa, e ad accovacciarmi ad ogni contrazione, come una lupa che cerca la tana.. in salotto non so perché mi sentivo troppo esposta, o vicina alla parete dei vicini. Quando è arrivata l´ostetrica, verso le 2 di notte, ero già nel panico del dolore.

L’atmosfera surreale per Silvia è legata alla percezione della paura ed alla consapevolezza del percorso svolto in occasione del suo primo parto medicalizzato. Può forse essere letto anche come quell’entrare nel “tempo senza tempo che ti conduce direttamente nella trance, che ti permette di farti guidare da essa. Silvia ascolta il richiamo della “donna dai mille anni” e si rifugia negli angoli ristretti e bui della sua casa, sotto il lavello, in cucina, alla ricerca della tana.

Io ho trovato la mia tana per partorire tra il lavello e l´isola della cucina appena ridipinta di un bel giallo caldo e arancio. Ad un certo punto una spinta è stata fortissima, impossibile da respirare.. ho sentito bruciare dentro e mi sono messa istintivamente una mano sotto: ho sentito la testa di Cesare, e la Maria accovacciata dietro di me che cercava inutilmente di prendere il battito di Cesare si è resa conto di ciò che stava succedendo e ha chiamato Antonio, che stava scendendo le scale con Ettore per l´ennesima volta in cerca di chissà quali telini, catini, borse dell´acqua calda.. Si sono accovacciati anche loro lì vicino mentre in una seconda spinta usciva tutta la testa e poi la spalla e tutto il corpo.. Erano le 2.55. Cesare era con noi, sotto il lavello di cucina. Ho guardato istintivamente Ettore e ho visto l´emozione pura nei suoi occhi, senza nessuna ombra di disagio, perfettamente conscio di quello che succedeva, tra le braccia di Antonio che nel frattempo era scoppiato in lacrime e ripeteva qualcosa come: oddio, oddio... Cesare era lì tra le braccia della Maria e gli strofinacci di cucina, nello splendore dei suoi 4.200 kg. Ci siamo spostati lentamente verso il divano dove mi sono sdraiata, e ho preso Cesare tra le braccia, stavo realizzando che ce l´avevamo fatta, tutti insieme, quel parto apparteneva a tutti noi, nella nostra casa, con il nostro calore. In quel momento è arrivata Gabriella, l´altra ostetrica, mi ha guardata e ha detto: lo sapevo (che ce l´avresti fatta prima che arrivassi..). Abbiamo aspettato che nascesse la placenta: ho fatto un pò fatica, la stavo trattenendo per paura di sentire male e ci ha messo un´oretta, ma poi mi sono alzata in piedi e con una spinta è sgusciata fuori una bella focaccia di 800 gr.. pronta per essere lavata e messa sotto sale nello scolapasta che avevamo preparato apposta. Cesare nel frattempo riposava beato sul mio seno, avvolto nei suoi telini, senza essere lavato. Bellissimo. Alle 5 le ostetriche ci hanno salutati, io non ho chiuso occhio con Cesare nel mio letto, beato. Antonio ha portato Ettore in camera sua e sono crollati immediatamente..
Che dire, è stato tutto bellissimo e perfetto, meglio di come ci saremmo mai immaginati e l´"odore" della nascita di Cesare fa ormai parte della casa e delle nostre anime. Ben arrivato Pantouffle !

Un’altra mama, Barbara, descrive molto bene la trance che spontaneamente avviene nel suo parto, da sola nella vasca da bagno, senza assistenza alcuna.

E´ stato un parto non assistito proprio come desideravo sin da prima di concepire questa bimba. Ed e´ nata una bimba proprio come sentivo sarebbe stato in gravidanza, e come doveva essere per rendere piu´ perfetto e proficuo l´imprinting.

Questa nascita non poteva non essere seguita da un lotus birth.

Il parto e´ arrivato all´improvviso al termine di una giornata faticosa e stancante e cosi´ l´unica cosa che mi dispiace e´ che ero davvero stravolta, e questo ha dato al travaglio un ulteriore senso di “travaglio”, diversamente dalla nascita di samuel (alle 11 di mattina, fresca da una notte di sonno). Ma anche questo aveva il suo significato a conclusione di una gravidanza che mi ha dato qualche grattacapo che proprio non pensavo...

Comunque, ve lo dico in segreto, che mio marito se no ci rimane male, verso l´una, ci mettiamo sul divano x farci due coccole un po´ "ose´", solo che il suo toccarmi i capezzoli anziche´ darmi piacere, mi allertava i sensi... poi mi dava delle contrazioni... cosi´ dopo 10 min mi son dovuta alzare e andare in bagno, torno e ci riproviamo, ma a quel punto mi rendo conto che basta, non si puo´ fare.

Arrivo in bagno e penso che magari sono contrazioni preparatorie, solo che poi inizio ad avere tremori, e mi rendo conto che e´ un preparatorio un po´ anomalo, il mio corpo mi sta dicendo qualcosa, comincio a pensare che ci siamo, anche perche´ le contrazioni sono davvero toste e le pause non cosi´ lunghe.

Accendo la stufetta in bagno, mi preparo la vasca, spengo le luci, accendo le candele. Mio marito "ci siamo?" "mah, chissa´, potrebbero essere preparatorie" - "seee!" pensavo tra di me "porca vacca, qua nasce, ammazza quant´e´ dura, vorrei che non fosse così". Pero´ non volevo che lui si allarmasse e comiciasse ad aver l´ansia di chiamare le ostetriche.

Entro in vasca, e´ stretta e scomoda, ma si sta caldi. Certo non e´ che si porti via e contrazioni… l’unica cosa che aiuta a sopportare i dolori, quando arrivano, e’ pensare al mio utero, al fatto che si sta aprendo, e, potenza della mente, il dolore si fa da insopportabile a sopportabile.
Vedo dei fiocchetti rossi di sangue nell’acqua, ci siamo…

Mentre ero in bagno mio marito entra un paio di volte, poi poveraccio non osa piu’ metterci piede, perche’, condito con qualche insulto (povera stella) gli dico che lui deve stare fuori!

Nel frattempo che sono in vasca, al lume di candela, qualche nota ridicola: i pupazzetti dei miei figli attaccati a ventosa sulle piastrelle che cominciano a cadermi addosso e poi in vasca, e io che con stizza (non ero certo li’ a giocare), li fiondavo fuori dalla vasca; una candela che stava cominciando a bruciacchiare la mensola di legno che aveva sopra… quindi alzati e smorzala, prima di mandare a fuoco il bagno.

Sto morendo di sete. Dico al marito di portarmi dell’acqua. “io chiamo le ostetriche!” dice, “chiamale, ma di’ di fare con calma”.

Nel frattempo sento il bisogno di uscire dall’acqua. Esco, mi aggrappo all’accappatoio appeso, arriva timido il marito che cerca di infilare la testa dentro con l’acqua, gli chiudo la porta in faccia “Stai fuori!”.

Ci siamo, mi esce un vocalizzo che e’ piu’ un urlo che viene dal profondo del mio ventre.
Mi metto una mano tra le gambe, sento che si gonfia tutto. Mi viene da urlare “aiuto, aiuto, aiuto!”. Poi parlo con la creatura “piano, piano, fai tu, con calma, fai tu, vieni fuori con i tuoi tempi”, io non devo spingere, assecondo quel che succede, esce una testolina. Non so ne’ com’ero, ne’ cosa ho fatto, ne’ che posizione avevo, non ne ho idea. So che uscita la testa e’ arrivato il corpicino, l’ho preso dalle mie gambe e me lo sono portato al seno stringendolo fra le braccia.

Barbara vive un momento di intensa illuminazione

Ci sono solo 2 candele accese, ma ho dovuto chiedere conferma a mio marito l’indomani che il bagno fosse buio, perche’ io ricordo di aver partorito in piena luce, come se il bagno fosse illuminato a giorno.

La gravidanza e il parto possono essere accompagnati da un’intensificazione della percezione, delle nostre capacità visionarie e “profetiche”. A volte la gravidanza o il parto sono annunciati da un antenato, come racconta Simona:

E’ il giorno del mio 34esimo compleanno. Giovanni mi sorprende regalandomi un anello di fidanzamento. Non ha un lavoro, sta per laurearsi (ha 8 anni meno di me) ma vuole sposarmi, e avere dei bambini. Per me è una cosa talmente lontana.. ma sono felice. Dopo una giornata meravigliosa, dormiamo insieme.. per lui è trasgressione, vive ancora con i suoi, per me un po’ meno, vivo da sola ormai da anni.. amo la mia vita, non voglio sposarmi. Però, un bambino..
Quella notte arriva dentro di me la luce di Andrea.
Dopo dieci giorni mi chiama mia zia dalla Germania per dirmi che mia nonna ha sognato che io aspettavo un bambino.. ridiamo, ma io comincio a sognare.
Al terzo giorno di ritardo faccio il test, positivo, inizio a piangere.

oppure è annunciato da un fratellino o da una sorellina come racconta Cristiana:
la sera del 3 gennaio c´era una grande luna piena nel cielo ed il mio bimbo dopo cena ha abbracciato la pancia, come era solito fare, e mi ha detto ´´secondo me yuri è stufo di stare nella pancia´´, io non avevo ancora assolutamente nessun sentore di travaglio, il giorno prima wallaby mi aveva visitata dicendomi che non c´erano ancora segni di vicinanza dell´evento.
io ero molto tranquilla e dopo cena il mio compagno è uscito con gli amici ed io ho deciso di fare una passeggiata con stefano ed aloe, il nostro cane, sino a casa dei miei genitori.
durante la passeggiata, sotto la luna piena, mio figlio, di 3 anni e 10 mesi, mi ha raccontato più o meno questa storia:
´la luna è la mamma delle stelle, lei partorisce tanti figli mentre suo marito è un guerriero, ed è sempre in giro a combattere contro i cattivi.
una volta anche io ero una stella me poi ho visto te e papà e ho deciso di scendere nella tua pancia, adesso anche yuri è sceso nella tua pancia, perchè vuole te come mamma"
mi sono commossa fino alle lacrime!
arrivati a casa dei miei genitori sono iniziate delle lievi contrazioni ma subito molto regolari, ogni 10 minuti.
ho aspettato sino circa alle 22, chiacchierando con mio fratello, poi ho deciso di lasciare lì stefano per la notte... ben felice di farsi coccolare un pò dai nonni...e sono tornata a casa, con aloe.
per me è stato meraviglioso avere il tempo di dedicarmi a me in solitudine, le contrazioni erano regolari ma lievi così ho telefonato all´ostetrica ed a robi avvisandoli di venire a casa ma di fare con calma...credevo sarebbe stata una cosa lunga!
io sono rimasta in balcone a fissare la luna per un bel pò, poi mi sono fatta una bella doccia calda ed ho iniziato i preparativi per il mio "giaciglio", ho acceso le candele ed il copal, una resina messicana che i maya utilizzavano nei loro rituali.

Il parto può essere accompagnato da fenomeni dissociativi simili agli stati di pre-morte. E’ il caso di chi si è trovato a guardarsi dal soffitto come racconta Maria:
La trance che si produce in travaglio rende possibile incontri molto particolari, come ad esempio quelli con gli Angeli. Ho scritto del mio parto:
Cerchi di dormire , dormire , dormire, le altre nemmeno mi guardano, sarebbe inutile, alcune dormono ,altre parlano, sono sola, è troppo forte, lei lo saprà, ma non riesco a
dormire, da un lato dall’altro. Una ragazzina mi guarda incuriosita, ma chi è ?
Basta devo andare, non posso nemmeno rimanere sdraiata.
Starò meglio da sola
che da sola con altre
Apro la porta non c’è nessuno , vado di là nel buio. Si ecco nel buio, non ritornerò indietro.
Qui è meglio
Si c’è più fresco
E’ fresca la ringhiera
brune opache i mattoni
Dov’è la luna
Regina
Bella luna , è andata via
sarà tardi
Ma voi sorelle rimanete con me
piccole luci lontane
aiutatemi
Mi aiuterete vero ?
Si rimanete con me, anche qui è tutto blu
Fa male , fa male, fa male
Devo stringere
in ginocchio
Non ce la faccio
Stringe , tira, mi stringe forte, cammina , cammina,ancora un po´, piegata, non aver paura, in ginocchio , così, oh fa male , fa male
Senta
Chi è ?
E’ una donna , sorride, oh com’è bella
Le fa male ?
Si
Stringiti a me, vieni non ti preoccupare.
Si,bella, angelo
è morbida ,è grande
Stringo forte , abbracciami
Che bel sorriso
è venuta da me
Che braccia forti
Sostienimi
Me l’ha mandata , sorride come mia nonna
Va meglio ?
Si, grazie
Vado a chiamare qualcuno
No ! Non andare
Madre notturna
Rimani con me
Notte, angelo mio
Si sdrai qui
Dobbiamo fare presto
non c’è tempo
Ah trionfo ! Allora tutto va bene
Dov’è la mia madre notturna
Dov’é ?  

In molte riportano l’ incontro inatteso con “La donna dentro la donna”, “colei che sa”, e che guida il parto fino al suo porto sicuro. Avviene come una scissione, la donna moderna, razionale, efficiente rimane “fuori dal parto”, non è più in grado di ascoltare e controllare, è invece la donna “di un milione di anni” che sente e vede tutto, all’erta come un animale selvatico, lei “sa” cosa sta succedendo e in che direzione andare, è lei a prendere il sopravvento, violenta e centrata sull’obiettivo come i dardi di Artemide, protegge il suo parto, compie il “passaggio”.
Seguendola si possono vivere momenti di beatitudine e di estasi intensa. Quasi come se i dolori del parto portassero con sé la frizzante corrente della vita. Così racconta Marta:
 
Durante il mio primo travaglio andavo girando per casa, inseguita dall’ostetrica, ogni tanto mi voltavo e le dicevo: “E’ bellissimo ! E’ bellissimo”.
 
A volte può essere una risata ad accompagnare il parto, dall’inizio alla fine, un’ottima strategia per allentare la tensione, mettere alla berlina la paura, per esorcizzarla, vivere il travaglio come qualcosa di “incredibilmente” bello. Come ci racconta Tiziana del suo parto:
 
Mi avevano così tanto spaventata di questi dolori del parto, eh vedrai quando c’avrai dolori te ne accorgi ! E io mi immaginavo urla, scene dell’altro mondo, così dopo che ho cenato stavo stendendo il bucato comincio avere mal di pancia, e che ho mangiato, penso, mi avrà fatto male qualcosa, ma era solo un dolorino vago, io continuo a stendere il bucato, arriva mio marito che si preoccupa, sarà meglio andare in ospedale mi dice, ma no figurati ! Dico io, non è niente. Poi qualche dolorino in più lo sento, vabbè andiamo a dare una controllatina, mica mi aspettavo di partorire, mio marito insiste a portare la valigia, io intanto mi vesto, mi trucco, mi metto le scarpe con i tacchi. Ma dove devi andare, a ballare ? Mi prende una ridarella con mio marito che non mi fermo più. Arrivo in ospedale, pensavo che mi facessero la visita, col coso, hai presente no, quello che ti fanno l’ecografia, arriva il medico e mi dice di spogliarmi, mi visita, poi borbotta qualcosa tra sé, io mi rivesto, e lui fa: Scusi, ha trovato un nuovo di partorire con i pantaloni ? Io partorire ? E giù a ridere. Si proprio lei, è a sette centimetri di dilatazione. Ma via ! Faccio io e continuo a ridere, con mio marito che diventa bianco di paura. Poi arriva l’ostetrica a farci le domande, chi è il padre ? Mio marito è nel pallone e mi chiede, chi devo dire ? Scoppiamo tutti a ridere, e l’ostetrica fa, quanti padri deve avere questo bambino ? E giù a ridere che non ci si teneva più. Così tra una risata e l’altra è nata mia figlia, io non ci potevo credere, di già ? Dicevo, e quasi, quasi volevo ridere un altro po’ !
 
Insomma una risata vi partorirà !!!
 
Quando il bambino nasce, veniamo afferrate da un sentimento oceanico, un amore immenso, una sorta di partecipation mystique, che comprende nostro figlio, noi stesse e il mondo.
 
all´ 1.20 del 4 di gennaio 2007 yuri, con una sola spinta, è sgusciato fuori dal mio corpo...per iniziare la sua nuova vita terrena...
un miracolo, un dono meraviglioso che la luna piena ha fatto alla terra attraverso il mio corpo!
per me questo secondo parto è stato davvero un´iniziazione...breve, intensissimo!
mi ha regalato una gran fiducia nelle mie capacità
 
Scrivo del momento del parto:
 
 
 
E’ nato                       Ma guarda che lungo !
                                      il cordone ombelicale                                                                        
                                   non l’ha strozzato
 
 
Guardala  è rosso                       Com’è rosso !
 
 
E’ vivo                                          Piange è vivo
                                                     non ci avevo nemmeno pensato
 
 
Guardala che testa magnifica                                La nuca
tutta rossa, ancora attaccato a me                          La testa
                                                                             E’ mia
                                                                             ( io la riconosco )
 
Si ma com’è bello
                                                                  
E’ nato da me                                                           Dove lo portano ?
 
L’ho fatto io
Io l’ho formato
Ho sentito il suo corpo scivolare da me
 
Che bella testa
le membra                                                              Punti ?
delicate e robuste
Io l’ho     
                                                                              Perché mi hanno tagliato ?
 
 modellata                                                                Mi fate male
                                                                                
 Io l’ho fatta                                                               Basta !       
Io l’ho sentito
 
                                                   
  
 
                                                                                Ma come dopo                                                                                                                                                                                  quello che ha
                                                                                 sopportato
                                                                                Non è possibile che                                                                                                                                                               le faccio male
                                                                                E’  stata così brava
 
                         Basta !
 
 
 
Me lo danno, me lo danno ( tra le braccia)
Vieni                                                                                Me lo danno
                                                                                       
Ma come sei bello !                                                           Devo dirgli                                                                                                                                                                                         qualcosa
 
Benvenuto amore                                                              Amore mio
Benvenuto tesoro                                                               Benvenuto
 
Tu sei il mio amore
lo sai ?
 
 
Mi guardi ?                                                             Mi guardi ?
                                                                   
Si mi guardi                                    
Sono la tua mamma
Come mi guardi !                                            Occhi di drago    
Che occhi di drago
 
I miei occhi di fuoco mi guardano
I miei occhi di sole
Mi accechi ?
 
Come sei bello
allora eri   tu                                                                    Come nel sogno
quella notte
nel sogno
Ero io da bambina
Eri tu
Ma sei ancora più bello
 
Più bello non potevi venire
 
Con questi occhi di drago
 
Ci afferra il sentimento di avere attraversato qualcosa di molto più grande di noi, proviamo tutta la gratitudine e lo sbigottimento dell’essere sopravvissute. Il mondo ha un volto nuovo, anche le cose più banali, i semplici gesti quotidiani, il cibo, sono irradiati dalla luce forte dell’estasi. Scrivo dopo il parto:
 
- “ E’ incredibile ! Non ho mai mangiato niente, di così buono. Il latte e caffé proprio mescolati nella giusta misura, come piace a me ! Dolce, anche, nella giusta misura”.
.
- “ E poi il pane ! Solo del pane semplice, con il latte e caffé, non credo che mangerò mai più niente di così buono !”
 
 





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