Il dolore secondo me

Di Emanuela Geraci

Il dolore è rimanere soli,
rifiutare l’altro come sei stata rifiutata
rifiutare l’aiuto perché non ti hanno aiutata
bloccarsi, chiudersi, non sentire, non ascoltare, sperando di sfuggire.
Lasciare che l’altro decida per te,
che ti protegga,
che intervenga quando non sei convinta, <
quando non sai che vuoi.
Il dolore è sentirsi in colpa quando l’altro è intervenuto e tu non volevi,
ha invaso i tuoi confini e tu l’hai permesso,
sentirsi in colpa perché sei impotente,
perché non hai potuto,
non ce l’hai fatta,
;non hai fatto in tempo,
quando tutto diventa senso di colpa.
Quando sei inseguita e pensi che l’inseguitore è tuo fratello.
Non rispettare e non rispettarsi,
fare le cose per obbligo,
per dovere, non ascoltare i cicli, la pausa, il buio.
Il dolore è un buco, un tunnel verso il cielo, l’universo, l’infinito. Dio.
 Il piacere.
E’ quando cadi e non ti ricordi di essere un gatto.
Il dolore è un danno, un furto, e il ladro è sempre qualcun altro.
Il dolore è un passaggio, l’attesa di una nascita.
 Il dolore parla per primo,
prima della vita, del senso, della parola.
E’ l’estraneo che ti fa paura,
che per strada si ferma a guardarti come se ti riconoscesse.
Il dolore è l’altrove che è qui,
 il sempre che è ora,
 ed è l’emozione che l’accompagna,
 tutte le emozioni che si possono provare,
la paura, la tristezza, la rabbia, la gioia.
 Ed è quello che trovi dopo di loro.
 Il dolore non esiste,
 il dolore sono io.



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