Coatlicue

Probabilmente fu la dea tolteca Chantico, venerata come Signora del fuoco, a fornire il modello per la madre azteca di tutte le divinità: Coatlicue.
Gli altari di Coatlicue erano fatti di lava, e si diceva che avesse partorito lei l’ossidiana, roccia eruttiva importantissima in tutto il neolitico, perché serviva per ricavare ogni tipo di strumento e armi, ed il cui commercio rappresentò una delle più importanti reti di scambio tra zone anche lontanissime tra loro.
La dimora di Coatlicue era in cima ai monti coperti di dense nuvole e attraversati dall’arcobaleno.
E’ evidente la parentela di questa divinità con alcune delle principali divinità del Pacifico, Pele nelle isole Hawaii, Fuji in Giappone, venerata dagli Ainu, divinità del fuoco che risiedeva sul Fujiama.
Coatlicue significa “Signora dalla pelle del serpente”, o “vestita di serpenti, “con la gonna fatta di serpenti”, come è rappresentata nell’iconografia tradizionali, con serpenti che le si avvolgono addosso, che rappresentano sia il potere della fertilità, sia il pericolo mortale, come ogni Dea della Vita, della Morte e della Rinascita che si rispetti.
La millenaria venerazione per Coatlicue non si è interrotta neanche con la cristianizzazione: infatti la Vergine Maria venerata come Nostra Signora di Guadalupe, è la continuazione cristianizzata del suo culto.
In alcune sculture è rappresentata decapitata, con i micidiali serpenti corallo che le escono dal collo, serpenti le cingono i fianchi, ed indossa una collana fatta di mani e cuori umani con al centro un teschio. I suoi seni sono flaccidi e penduli per il continuo allattare.
Morte e vita coesistono lungo uno stesso continuum nella simbologia della dea
Secondo il mito, mentre Coatlicue faceva pulizie al tempio a lei dedicato, cadde dal cielo una palla di piume, e le finì in grembo fecondandola. Così Coatlicue partorisce il dio Huitzilopoctli, mentre è ancora nella pancia, i suoi 400 fratelli (Coatlicue aveva altri 400 figli) vogliono ucciderlo. Il dio bambino nella pancia rassicura la madre, “Quando nascerò sarò corazzato e li ucciderò tutti”. E così fu, il bambino nasce già armato di tutto punto e sgomina tutti i suoi fratelli.
La nascita del dio bambino nella storia di Coatlicue rappresenta nella donna la nascita della coscienza. Di una consapevolezza nuova che può farle da guida, sgominando tutti gli schemi preesistenti.
La gravidanza di Coatlicue rappresenta dunque il lavoro del’iniziazione femminile. Anche nel mito indiano, Arjuna lotta contro i familiari. E così succede a tutte le donne che vogliono portare alla luce la loro coscienza femminile, la guida interiore. L’io infatti, ovvero le pretese dell’ego o le esigenze del mondo sociale, sono spesso rappresentate dai familiari, in quanto “fanno parte di noi”.
Vulcani e paesaggi incandescenti sono spesso presenti nei sogni delle donne nei momenti di grande cambiamento, Coatlicue ci invita a passare per il grande fuoco della trasformazione, a diventare creative come la lava che erutta dalle più profonde viscere della terra.


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