Una favola per partorire



All’interno del corso di preparazione al parto che ho tenuto a Pappiana, vicino Pisa, ho proposto l’elaborazione di una favola per raffigurarsi e prefigurarsi con l’immaginazione l’esperienza del parto. L’idea mi è venuta dai resoconti di Levi-Strauss sul lavoro maieutico degli stregoni cuna di Panama. Gli sciamani della tribù india accompagnavano le partorienti durante il travaglio raccontando loro una favola che raffigurasse simbolicamente ed aiutasse ad esprimere emotivamente le difficoltà, il dolore, le forti emozioni connesse con il travaglio ed il parto. Pensando al counseling ho preferito che fossero le partorienti ad elaborare e quindi a poter usare in prima persona la favola da loro inventata. Per arrivare a questo risultato ho proposto alle partecipanti al corso una visualizzazione da me condotta. In primo luogo, le ho fatto distendere e trovare una posizione comoda. Ho usato elementi di training autogeno e di rilassamento yoga per farle rilassare e ritrovare il contatto con il respiro. La visualizzazione successiva l’ho ricavata dal libro di Stephen Larsen “Immaginazione Mitica”, in particolare l’esercizio per ritrovare la propria guida interiore, riadattato per le circostanze:

Vi trovate in una radura, immaginate il paesaggio, può essere un contesto naturale o un vecchio edificio, vedete davanti a voi una porta. Guardatela attentamente per scoprirne tutti i dettagli. Entrate con entusiasmo. A poco a poco i vostri occhi si abitueranno all’oscurità, vi trovate in cima ad una scala a chiocciola che comincerete a discendere lentamente. La scala gira sette volte prima di arrivare in fondo, perciò senza fretta immaginate voi stesse scendere in senso circolare, muovendovi con il ritmo che preferite ma senza fermarvi. In fondo alla scala vi troverete nella dimora della vostra guida, guardatevi bene intorno, l’arredamento riflette le sue qualità. La guida può essere umana o parzialmente umana, animale, maschio o femmina. Quando la incontrate guardatela negli occhi e chiedetele se è la vostra guida. Se risponde affermativamente proseguite, altrimenti guardatevi intorno e trovate la vostra guida. Chiedetele ora di aiutarvi a varcare la soglia del mondo della vostra immaginazione, fatevi accompagnare. Ora siete passati in un nuovo mondo, osservate attentamente il paesaggio, trovate i vostri alleati, possono essere umani o degli aiutanti magici o anche delle cose, degli oggetti magici, lasciate che la storia si sviluppi da sé, lasciatevi condurre dalla storia. Assaporate ogni momento con i vostri sensi, la qualità dell’aria, i suoni, il gusto, la vista, l’odorato, il contatto. Immaginatevi ora le contrazioni, possono essere un fenomeno naturale, o rappresentate con figure umane come degli antagonisti, percepite la tensione, la lotta e l’abbandono. Ora acuite la vostra vista interiore , il vostro ventre, l’utero, il canale del parto, la vagina. Avete di fronte un lungo tunnel, dovete attraversarlo, in fondo intravedete la luce. Le contrazioni, vi aiutano ora nel passaggio. Siete con il vostro bambino, lentamente lottate per nascere, vi abbandonate al processo della nascita. La luce è sempre più vicina, è una grande fatica, ma riuscite a passare. Ora siete nella stanza da dove siete partite, nella stanza della vostra guida, avete il vostro bambino tra le braccia, risalite lentamente la scala a chiocciola. Quando siete pronte aprite la porta per tornare nel mondo. Ora prendetevi un po’ di tempo per assaporare i momenti vissuti, per ricordare gli elementi della vostra fiaba. Riposatevi, poi quando vi sentite pronte,

sciogliete la posizione e aprite gli occhi.

Le partecipanti hanno aperto gli occhi solo diversi minuti dopo e dietro mia sollecitazione (ho aperto parzialmente le finestre, facendo un minimo di rumore). Tutte hanno riferito una sensazione di benessere e di pace, avrebbero voluto rimanere semiaddormentate un altro po’. Nelle fiabe che hanno riferito molti elementi coincidono. La porta è verde, fatta di foglie brillanti per una, di verde e azzurro per l’altra. Una delle donne, Daniela, ha scelto come guida il marito, mentre come aiutante ha chiamato il fratello, morto di recente, a cui era molto legata. Eugenia, ha scelto come guida un gruppo di ragazzini malgasci, sorridenti e sapienti, che aveva incontrato nel viaggio di nozze in Madagascar, come aiutante la sorella minore di diciotto anni che dice di avere scelto per la sua creatività. Entrambe hanno visualizzato luoghi dove sono state in vacanza che le hanno colpite per la loro bellezza. Daniela, un posto in Croazia, dove c’è una grande cascata, Eugenia, una spiaggia in riva al mare in Madagascar. Le contrazioni sono state visualizzate come flusso della cascata per Daniela, come onde molto alte in riva alla spiaggia per Eugenia. Entrambe si sono dette molto emozionate del momento in cui sono tornate con la bimba in braccio nel “mondo di sopra”. Mi sembra un esercizio molto simile agli esercizi di autipnosi proposti da Farano e Colciaghi da applicare durante il parto, in quanto induce un rilassamento profondo, a partire dal quale le contrazioni possono risultare attutite e meno dolorose.

Emanuela Geraci

Bibliografia

Farano Giovanni, Colciaghi Giovanna, Partorire sognando, Franco Angeli, 2003

Larsen Stephen, Immaginazione Mitica, Pratiche editrice, 2001.

Leboyer Friderick, Il rito della nascita, Red Edizioni.

Levi-Strauss, Antropologia strutturale, Milano, 1962

Scopesi, Viterbori, Psicologia della maternità, Carocci,2003



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