Testimonianza


Di Monica Cristina Massola

Sono una pasionaria, su alcuni temi.
ma in fondo penso che la libertà di scelta sia un valore fondativo della civiltà e del vivere insieme, poi le leggi, la democrazia, il dialogo, il dibattito servono a ricompattare gli estremi e garantire una serie di diritti e doveri.

il che significa che alla fine è bello sapere di poter scegliere ...

l´antefatto è un pò fuorviante... cosa ci azzecca con le doula ?
le doula c´entrano eccome.
c´entrano con il parto, con il come e il perchè partorire, con la nascita di un figlio, con la nascita di una donna più consapevole, c´entrano con la nascita di una famiglia.

parlare di parto, per me, però significa anche parlare di parto naturale.
l´italia è il paese dove si fanno più parti in anestesia totale, è sempre più diffusa l´idea del parto in epidurale.
allora si torna al tema della libertà.
è fondamentale che ogni donna possa partorire nel modo che ritiene migliore per se e per suo figlio, che ogni criterio di tutela anche sanitaria venga preso in considerazione e perseguito ...
ma sono e resto a favore del parto naturale, il meno medicalizzato possibile.

la mia prima figlia è nata con un parto il più possibile naturale, parte del travaglio in acqua, coccolata dalla musica che avevo scelto, in un piccolo ospedale del torinese, ostetriche gentili ... ma è stata dura ... 23 ore di mal di "pancia"... alla fine delle quali però mi sono sentita stratordinariamente forte e viva e capace. tutto nel corso della gravidanza, le ostetriche, il corso, il mio compagno di allora convergebva verso un unico punto. fare nascere un figlio è naturale, faticoso ma naturale.
quelle lunghissime ora di sfinimento non mi sono mai parse inutili, ma ricche e intense.
mi è parso che oltre alla bimba fossi nata anche io.
e negli anni seguenti sono cresciuta come donna, come persona, come madre.
sono stata fiera di me e delle potenzialità del mio corpo.
l´ho allattata fino all´11 mese.
mai come dopo il parto.

la seconda gravidenza è stata molto più medicalizzata, villocentesi e panico conseguente, parto indotto alla 41 settimana, latte che scompare del tutto all´inizio del 2 mese.
grande policlinico, staff ostetrico comunque splendido, con l´ostetrica che ha agganciato il mio panico e lo ha usato per aiutarmi a fare nascere la piccola.
l´induzione del parto, e non lo sapevo, provoca una contrazione interminabile (avete presente, voi signore, cosa vuole dire una dilatazione da 2 a 10 cm in 2 ore...?), senza pace, senza requie.

è stato comunque un parto veloce e tutto sommato facile.
oggettivamente non avrei nulla di cui rammaricarmi.
ma la medicalizzazione eccessiva della villocentesi, che va ben oltre una ecografia, nel suo significato e nell´introsività nella relazione mamma bambino, e un travaglio così veloce e chimico ... ha reso difficile quella sensazione di pacatezza e benessere spontanea.
me la sono costruita e la costruisco volontariamente giorno per giorno.

con un parto più natutale sarebbe stato diverso? non so.
ma credo che si, mi avrebbe tenuto più in sintonia con quella dimensione intangibile della gravidanza.

per me il dolore fisico del parto fa ancora paura, non dico il contrario.
ma la parte di espropriazione del proprio corpo, del "mistero", della relazione sfumata che si ha con il bimbo "del sogno" che tieni in pancia, che genera ogni intervento troppo medicalizzante, è stata la cosa più dura da superare.


ogni donna sa che relazione ha con il suo dolore.
ogni donna ha il diritto di scegliere.
ogni genitore deve poter capire qualcosa del figlio che attende. assolutamente.
(non voglio rinnegare anni ed anni di ricerca medica sulla salute di donne e bimbi, per fortuna che c´è il latte in polvere, per fortuna che è possibile rendere il parto non traumatico ed invalidante per i neonati, per fortuna ci sono le incubatrici etc etc)

si deve potre scegliere.
ma occcorre che tutto ciò che è naturale, affettivo, umano venga supportato, sostenuto, incentivato.
e ogni scelta di parto non naturale dovrebbe venire sostenuta a ritrovare quel contatto che si può perdere.


una doula è una prima possibile persona in risposta a questa necessità.


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