Una lettera per voi

In novembre o forse i primi di dicembre navigavo in internet alla 
ricerca di una doula e sono capitata sul vostro sito.
Mi sono commossa a leggere la sezione "parti estatici".
Qualche giorno più tardi l´ho fatta leggere anche a mio marito. E mi 
sono commossa di nuovo. C´era qualcosa che mi toccava nel profondo...

Quattro anni fa ho avuto un´interruzione di gravidanza per una mola 
vescicolare parziale. La bimba era sana ed è nata viva alla 17 
settimana e sapevo che i polmoni non erano pronti e non ce l´avrebbe 
fatta. Ero in ospedale.E per "caso" le ostetriche erano uscite proprio 
in quel momento ed ero sola. Spaventata. Adesso la prenderei in 
braccio. Allora le ho solo tenuto la manina mentre aspettavo che il 
cuore smettesse di battere... E poi la mia placenta è stata strattonata.
Alla luce di ciò due anni dopo, incinta, molto sensibile al tema 
"placenta", trovo ad una fiera il libro sul lotus birth. Con mio 
marito ci attiviamo perchè Andrea nasca in casa.
Anche se mi sono sentita confusa dalle contrazioni che non capivo e 
dal mio corpo che si era gonfiato e tumefatto e non capivo quando e 
come dovevo spingere è stata una bella esperienza che abbiamo voluto 
ripetere.
Amici mi hanno consigliato di incontrare l´ostetrica che ha fatto 
nascere i loro due figli. Una signora di 84 anni ostetrica condotta, 
che però abita a 250km da me. Visto il periodo in cui dovrei partorire 
viene in visita a parenti qui vicino accetta di perndermi in carico. 
Attreverso di lei conosco Paola, una giovane ostetrica che vorrebbe 
assistere al mio parto per ampliare la sua esperienza di parti in casa.
Per motivi a me ignoti l´anziana ostetrica ha preso in carico anche 
un´altra signora che ha partorito oltre il termine e quindi anzichè 
arrivare un lunedì -come da accordi- sarebbe arrivata mercoledì. Poco 
male, pensavo. Il mio termine è sabato!
Martedì pomeriggio c´è la festa di natale al nido. Torniamo a casa 
contenti e stanchi.
Mio marito si addormenta subito. Andrea no e io sento freddo da 
tremare ecalcetti insistenti. Finalmente si addormenta e io mi alzo. 
Sto alzata un´ora e tutto tace. Falso allarme, penso felice e vado a 
letto.
Alle tre mi sveglio con una fitta. Aspetto. Un´altra.
Cosa facciamo? L´ostetrica è troppo lontana e ci dice che non viene.
Chiamiamo Paola. Vieni? Praticamente tutti gli ultimi controlli li ha 
fatti lei e comunque ci sentiamo in sintonia.

Tutta questa lunga premessa per dirti GRAZIE. Sapere che c´era la 
donna "di un milione di anni" dentro di me, mi ha permesso di 
accettare con serenità questo cambiamento di programma.

Alle 5 incomincio ad avere dolori forti. Mio marito è silenziosamente 
presente e sollecito. Paola arriva, seguo i suoi consigli, ma sento 
che mi lascia molto spazio. E´ una presenza rassicurante, ma questa 
volta al posto di farmi sorprendere dal dolore lo seguo. Lo ascolto. 
Ad un certo punto a gattoni (perchè non ne volevo sapere di camminare 
e dovevo andare in bagno!!!) mi sono messa a ridere e mi ricordo che 
ho detto "è quasi bello!".
Non so che ora era, ma ho avuto almeno un´eternità di tempo (venti 
minuti? mezz´ora?) senza doglie. Paola mi ha detto: "riposati, è 
finito il periodo dilatante. Tra poco inizia quello espulsivo".
Sento che scende la testa. Sono accucciata di fianco al letto. Mi tiro 
su. Giovanni mi sostiene. Non spingo neanche. Sento che scivola fuori 
da me. Lentissimamente! "brucia, brucia, brucia". La testa è uscita e 
altrettanto dolcemente scivola fuori il corpo del nostro Guido, che 
Paola accoglie. Giovanni è stupito: "...è già nato?"
Siamo felici.

Non so come descrivere a parole questa esperienza se non che trascende 
me. Io c´ero, ma ci ho messo solo la disponibilità, ho "prestato" il 
mio corpo perchè accadesse ancora una volta quello che accade da 
milioni di anni...

Siamo ancora tanto commossi!

Grazie, perchè anche se non ci conosciamo hai fatto parte di questo 
evento! Ci tenevo a dirtelo.

Non ci conosciamo ancora, ...chissà!

Un caro saluto

Lisa Volontieri

(Parte seconda)

Forse l´unica cosa che non ho scritto e che aggiungerei, perchè ci 
credo, è che ad entrambi i bimbi abbiamo lasciato intatto il cordone 
ombelicale fino a quando si è staccato da solo (tutti e due hanno 
lasciato andare le loro placente dopo due giorni e mezzo dalla 
nascita). La placenta è un organo meraviglioso ed è un sacrilegio che 
in ospedale venga buttato come "rifiuto speciale" senza che la donna 
possa almeno vederla, apprezzarla...
La placenta inoltre ha creato una sorta di "protezione" da chi era 
schifato e quindi ci ha permesso una grande intimità tra di noi e con 
i pochi in sintonia con questo tipo di nascita.
Ma soprattutto abbiamo scelto questa via -se vogliamo un poco scomoda 
logisticamente parlando (...ma cosa sono tre, quattro o cinque giorni 
in una vita?)- per far beneficiare ai nostri bimbi tutto quello che 
potevano ricevere dal loro cordone ombelicale (le cellule staminali! 
Al posto di metterle in banca per un´ eventuale necessità futura 
abbiamo preferito fargliele avere ora :) ) e dalla loro placenta 
(stesso patrimonio genetico, è una "cosa" loro, un gemello come dicono 
in altre culture).
Ma mi sono dilungata troppo. Vedi tu se è il caso di mettere un PS o 
se preferisci che lo metta nel testo.
Quello l´ho scritto di getto! (...ma mi infervoro anche per la 
placenta, come vedi!!!)

Ah, dimenticavo quasi... ho visto la foto sul sito di quel ragazzo che 
porta un bimbo con la fascia: ... che modo meraviglioso di dare 
continuità al feto... Solo perchè è nato ed ora si chiama bambino non 
vuol dire che non gli piaccia più essere mosso, dondolato, cullato 
avvolto dal profumo dalla voce dalle attività della mamma che ha 
sperimentato da quando è stato concepito! Solo che adesso può far 
esperienza anche dell´amore del babbo, dei nonni, delle zie! Tante 
volte siamo criticati che stiamo viziando i nostri figli. Andrea è 
stato "svezzato" dalla fascia quest´estate a due anni suonati e da 
settembre stiamo andando al nido a piedi senza problemi. E sarà un 
caso, ma Andrea ha un carattere deciso, ma d´oro! Suo fratello ha due 
mesi e sorride sempre. Sì, me le cerco, è una faticaccia, a volte mi 
sento stanca! Ma è anche un dono, un privilegio! Ci sono sempre due 
facce nella stessa medaglia.

Adesso smetto altrimenti attacco un nuovo paragrafo sulla tempesta 
ormonale di GIOIA quando allatto! ;)

Buon fine settimana e ricambio l´abbraccio

Lisa




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