Carta dei diritti della gestante




La Carta dei diritti della gestante del Tribunale per i diritti del malato di Trieste nasce per offrire alla donna, anche attraverso l´introduzione di precisi riferimenti, una ulteriore consapevolezza del proprio ruolo di protagonista attiva e informata della maternità, sottolineando nella gravidanza e nel parto la caratteristica fondamentale di eventi naturali.
 
Vuole essere uno strumento di informazione e garanzia per favorire un nuovo approccio culturale al parto da parte della donna e/o della coppia basato sulla conoscenza e sulla identificazione dei propri diritti e delle leggi che li tutelano.

Inoltre si ritiene importante una precisa informazione su tutto ciò che può rendere la maternità una scelta consapevole in ogni suo aspetto, consentendo alla gestante di partecipare a tutte le decisioni che coinvolgano lei e l´assistenza al suo bambino.

Mira al rispetto dei diritti elementari della donna, ovvero il diritto ad essere rispettata come persona e nel corpo, il diritto ad essere ascoltata e creduta senza forma alcuna di discriminazione, favoritismo o clientelismo, il diritto ad essere interpellata ed informata al fine di favorire la libera scelta.

Sono la mamma ed il suo bambino, non gli operatori sanitari, che devono sostenere ogni trauma o danno che eventualmente derivi dall´uso di farmaci e/o di procedure ostetriche.
 
L´osservazione dei diritti sottoelencati e il rispetto delle raccomandazioni dell´Organizzazione Mondiale della Sanità non permetteranno soltanto alla gestante di partecipare alle decisioni che la riguardano, ma aiuteranno gli operatori sanitari ad evitare incomprensioni e li tuteleranno nell´esercizio della loro professione.
 
 
  1. il diritto di ottenere in qualsiasi situazione un linguaggio corretto, educato, rispettoso da parte degli operatori sanitari e tecnici
 
  1. il diritto alla totale riservatezza delle notizie che la riguardano
 
  1. il diritto alla privacy, riferita sia alla persona sia ai propri affetti
 
  1. il diritto a non subire alcun tipo di discriminazione organizzativa, sanitaria e comportamentale
 
  1. il diritto di ottenere precise informazioni circa i luoghi in cui partorire
 
  1. il diritto di ottenere precise informazioni riguardo le modalità del parto possibili nelle diverse situazioni

  2. il diritto di conoscere le competenze e responsabilità delle diverse figure professionali e di conoscere il nome e la qualifica dell´operatore sanitario che prescrive e/o somministra un medicamento oppure decide e/o esegue una procedura durante il travaglio ed il parto

  3. il diritto di ottenere informazioni esposte con linguaggio chiaro e comprensibile, fruibile da tutte le persone a prescindere dalla cultura e scolarità

  4. il diritto di essere informata prima della somministrazione di qualsiasi farmaco o procedura se questa sia proposta per ottenere un beneficio per lei o per il bambino oppure sia una scelta diversa (per convenienza, per routine organizzativa o a scopo didattico)

  5. il diritto a determinare da sola, dopo esauriente e chiara informazione su rischi e benefici e senza alcuna pressione da parte di chi la assiste, se accettare o meno farmaci, pratiche o procedure relative alla sua persona
 
  1. il diritto a potersi riferire per quanto possibile, anche durante il travaglio e parto in ospedale, ad un unico operatore che si occupi di lei e con il quale interagire per ottenere consigli, sostegno, incoraggiamento, benessere emozionale, assistenza.

  2. il diritto alla libera scelta di posizioni e comportamenti durante il travaglio ed il parto, fatte salve eventuali specifiche restrizioni motivate da controindicazioni documentate

  3. il diritto del proprio figlio ad una nascita senza violenza in un ambiente protetto dalle luci dove sia eliminato ogni rumore superfluo ed ogni presenza non strettamente necessaria

  4. il diritto ad un immediato contatto con il bambino dopo il parto a meno di specifiche necessità assistenziali

  5. il diritto a veder favorito il rapporto con il bambino ed il padre attraverso liberi orari di visita ed il rooming-in

  6. il diritto a veder riconosciute ed applicate le raccomandazioni della ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA´ (OMS - tecnologia appropriata per la nascita - maggio 1995)
 


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