Il gioco dei bottoni

IL GIOCO DEI BOTTONI


Questo “gioco” è un gioco utilissimo per riuscire a visualizzare la propria situazione personale rispetto alle altre persone, ma non solo. Ed è anche divertente.
L’ho proposto nei corsi di preparazione alla nascita che conduco a Cascina (Pisa) per una Associazione insieme alla dott.ssa Emanuela Geraci. L’ho trovato molto utile da fare proprio nel momento della gravidanza, che è un momento molto particolare, di grossi cambiamenti. La gravidanza, il parto e il diventare genitori sono tra i più grandi e profondi cambiamenti nella vita di una persona: rappresentano la tappa evolutiva più intensa dopo quella dell’adolescenza, il cui vissuto dura nella memoria. Accogliere la nascita di un bambino è uno degli eventi più sconvolgenti della propria vita e per certi aspetti il più esaltante.
La gravidanza, il parto e l’iniziale vita con il bambino rappresentano un periodo di transizione, di estrema apertura e vulnerabilità, con ripercussioni fisiche e fisiologiche per la donna (per poter accogliere e sostenere il bambino, per poter partorire e allattare); ripercussioni emotive, con emozioni anche ambivalenti; ripercussioni relazionali, in quanto modificano il rapporto di coppia e, quando ci sono altri figli, per la necessità di riadattare la dinamica relazionale; e anche ripercussioni mentali (perché si deve fare spazio al nuovo ruolo), sociali e persino economiche.
Per poter fare questo gioco si possono utilizzare, come materiale, bottoni, monetine di diverse dimensioni, oppure conchiglie di varie forme e colori, sassolini, ecc.
Io di solito porto un grande vassoi di legno con tante conchiglie (quelle che trovo io al mare), e poi una scatola di bottoni. Metto questo materiale al centro di un tavolo intorno al quale sono sedute le persone che partecipano al gioco.
A questo punto chiedo ad ognuno di scegliere alcuni pezzi e di disporli a suo piacere in uno spazio davanti a se, per rappresentare:
  • Se stessi;
  • Il compagno o la compagna;
  • Il bambino che deve nascere;
  • Gli altri figli (se ce ne sono);
  • La famiglia d’origine (padre, madre, suoceri, zii, sorelle, ecc…);
  • Un amico/a particolarmente vicino in questo evento;
  • Un animale o un oggetto particolarmente caro;
  • La casa;
  • Il lavoro;
  • Un progetto particolare;
  • Altre situazioni (che la gestante potrà inserire se lo riterrà opportuno).

Ognuno dovrà quindi pensare alla sua situazione attuale, al bambino che porta in grembo, al suo compagno, a tutto quello che ruota intorno a lei in questo particolare momento. A tutto quello che fa parte del suo mondo e a quanto siano importanti o meno nel momento attuale. In questa rappresentazione sono molto importanti le distanze e le vicinanze tra gli oggetti.
Quando ciascuno avrà completato davanti a sé la rappresentazione grafica (nel senso che davanti avrà degli oggetti disposti in una certa posizione) della propria situazione, invito ogni singolo (e/o ogni coppia) a descrivere la propria rappresentazione agli altri del gruppo, raccontando e condividendo così il proprio attuale “universo personale”. L’atmosfera che si crea è di solito di comprensione e vicinanza emotiva.
Quando ognuno ha descritto appunto in quale “posizione” si trova in questo momento, le invito a pensare come andrebbe modificata dopo la nascita del loro bambino, cambiando o spostando, se necessario, qualche cosa.
Spesso succede che, discutendone e riflettendo, venga spostato qualcosa.
Alla fine, quando tutti hanno parlato e raccontato e modificato i loro grafici, sorgono spontanee anche domande su vari argomenti che diventano poi temi di discussione e di arricchimento per tutti.


Io suggerisco alle persone di fare questo gioco ogni tanto, individualmente o se vogliono in coppia, in vari momenti di vita (non necessariamente durante la gravidanza) per fare luce su alcune relazioni e legami importanti. A volte quello che “vediamo” ci soddisfa pienamente e a volte invece desideriamo che qualcosa venga modificato.
Personalmente lo faccio ogni tanto con il mio vassoio delle conchiglie e ogni volta mi aiuta a fare chiarezza sia sul mio presente che sui miei desideri futuri. Poter spostare simbolicamente i “pezzi” del mio piccolo universo mi aiuta ad agire su di un piano più reale e mi infonde nuove energie.

Dott.ssa Elena Minnaja, Psicologa-Psicoterapeuta

Bibliografia:
Maghella P. “Organizzare e condurre un Corso di Preparazione al Parto”, Ed. Red, 2005.




Se hai una storia da raccontare o dei consigli
scrivici a info@mondo-doula.it

Carissimi/e soci/e e visitatori/visitatrici, dal 22 aprile 2017, l'Associazione di Promozione Sociale Eco Mondo Doula si e' trasformata in Associazione Professionale Mondo Doula, ai sensi della legge 4/2013, cambiando anche la sede legale.

I necessari cambiamenti al sito ed alla documentazione sono in corso e richiederanno un po' di tempo... ci scusiamo per eventuali disagi e/o difformita'.