Il valore della maternità

Il tema è vasto, immenso, spaziale. Cercando di racchiuderlo mi sento di dire: punto di contatto, tra terra e cielo, tra umano e divino, tra conosciuto e sconosciuto.
In una parola TRAMITE. MATERNITA’ contiene le parole TRAMITE e NA’ (nato) - al mio paese, nel linguaggio dialettale, si dice: son na’ per dire: sono nato/a – colei(colui) che porta alla luce... mette al mondo.
 
Ed è universale... Il Tramite s’incarna nel corpo intriso di creatività scegliendo la donna... in quanto mammifera. Le spiegazioni del perchè in quel momento, è stato scelto quel tramite e cosa ha spinto le energie creative in quell’attimo (oltre che attrarle) è il mistero del creato e il perche’ è il mistero in sè. E questo Valore è altissimo. Il come ciò avveniva era un tempo a contatto con il perchè.... e il miracolo avveniva .... da solo o con l’aiuto di chi aveva vissuto la potente esperienza di compiere un naturale miracolo. Parte biologica, istinto, ipotalamo e ipofisi....il come – il mistero della vita ....il perchè.
 
Oggi si declama e si riconosce come valore della maternità lo spirito di sacrificio, abnegazione e sottomissione, separandoli da aspetti (quali: piacere, potenza, gioia, luce, consapevolezza ...amore) che all’origine erano uniti.
Di ciò la chiesa cattolica (per il mio vissuto di occidentale) ne è gravemente responsabile. Il concepimento diviene peccato e i precetti (le regole) isolate dai contesti originari, completamente travisati. La frase: “Tu partorirai con dolore” ha influenzato fortemente la nostra/mia cultura. Oggi si dice che sia stata maltradotta. Pare che la frase abbia un significato tipo: “partorirai con tutte le tue forze”. Molto differente.....
 
Non stupisce che, in un’epoca dove si è combattuto per soffocare il dolore (fisico – analgesici, psichico – psicofarmaci e sostanze psicotiche, spirituale – antibiotici e altre sostanze killer delle febbri), il parto “giusto”, possibile... oramai quasi di prassi... sia il cesareo. E non ci sconvolge (si fa per dire) che donne si avviino al cesareo programmato con superficialità perchè si sono affidate a qualcuno. E quel qualcuno le rassicura che è il parto migliore per il bambino,,, il meno pericoloso.... Ed è triste che poi la natura si debba ribellare a questo scempio...ed a lei si diano le responsabilità “fortuite” se le cose vanno diversamente da come programmato, d’altronde i rischi ci sono.... si sa... è un’operazione. Le creature muoiono, nascono ... è un percorso della vita.... e il dolore se ben vissuto ha una sua importante funzione. La fisiologia delle cose del mondo non può essere stravolta senza che se ne paghino le conseguenze.
La presunzione di controllare i fatti della natura con strumentazioni scientifiche e tecnologiche allontana la sensibilità del tramite a sentire e capire.
Ecografie, amniocentesi, visite ginecologiche, monitoraggi sono ripetutamente subite dal tramite, convinto, dalla neocorteccia sua e degli altri, a credere che tutto ciò è giusto e necessario ... mettere alla luce...  partorire con sicurezza.
Una ricerca ha evidenziato che ciò che si fa d’istinto nel 90% dei casi si rivela essere la cosa giusta. Questo fa riflettere.
 
Il valore potente della maternità è legato indissolubilmente al valore della nascita.. non solo attraverso il divenire madre di un neonato, ma perchè la prima esperienza relativa alla maternità è avvenuta quando è stato figlio. Lì ha vissuto il miracolo e i traumi legati al concepimento, all’esperienza in utero e alla nascita. Il tramite che è stato ferito alla sua prima esperienza di parto .... la sua nascita .... affronta le gioie e i dolori dell’evento. Nell’occasione della maternità scopre il valore del tramite (nà), della maternità....
Lì può guarire la sua ferita.... perchè ora non è più soltanto una creatura ferita... l’incontro col primitivo mette in contatto con la bestia.... e si sa di cosa è capace una bestia ferita. Questo momento della donna necessita di grande sostegno e attenzione da parte di chi si dedica al tramite, che deve essere preparato. Oggi più che mai emerge la necessità di una doula, che è colei che assiste la madre nelle varie fasi del suo essere tramite.
E’ un punto che indica quanto sia ora svalutata la maternità. In tempi non molto lontani le donne che partorivano potevano disporre del valore che la comunità dava alla maternità. Un compito che veniva sopra a tutto.
 
Ora si attende il bambino... quasi che la natura abbia con crudeltà imposto un’attesa di 9 mesi ai genitori.... che spesso non si confrontano in ciò che stanno vivendo .... ma nell’impazienza, intrufolandosi nella vita della creatura che sta preparandosi ad arrivare con un accanimento quasi morboso (se non della coppia, della famiglia o dei medici).
 
Arriva il momento e .... non lo hai conosciuto....l’hai visto tante volte nelle foto dell’ecografia....sai quanto pesa...senti i battiti del suo cuore. Ecco che i contatti sensoriali istintivi sono offuscati da immagini nitide e definite che sono una realtà scientifica...che mancano di spiritualità... arriva il momento... mille volte hai pensato come... ma il come non si pensa.... si vive.... e nell’ospedale è tutto diverso, le regole, i tempi...ci si sente estranei... non padroni ... ospiti e neanche tanto graditi.... senti che qualcosa manca.... non riesci a vivere questo momento... sono gli altri a definire, visitare, controllare e poi... un battito traccia una linea diversa sulla macchina del monitoraggio.... si decide di intervenire ... o più precisamente ti informano che bisogna intervenire.... serve un cesareo di urgenza .... capisci che saranno loro a farsi manipolatori del tuo esser tramite.... con tutte le loro conoscenze mediche/scientifiche e ti fanno firmare la loro decisione.... e tu firmi .... e poi ... quando va bene.... rapiscono la creatura che ti ha scelto e te la riportano dopo qualche ora... se va bene. E tu ti senti come una madre dis/(in)-abile....e il bimbo che ti portano lo vivi come un’adozione.... la ferita s’è aperta e non è quella nella pancia. Questo è parte del mio vissuto... quanto sarebbe stata importante la presenza di una doula.
 
Tornando alle responsabilità della chiesa, nel coltivare una cultura che disconosce il valore della maternità, appare sconcertante che nei luoghi di culto le rappresentazioni artistiche, affreschi, dipinti, sculture, comprese quelle della natività non ci sia una mamma che allatta. Hanno censurato ciò che non era controllabile e che non se ne voleva fare norma. Censurando e scindendo gli aspetti oscuri e puri hanno creato un vuoto dentro fatto di negazioni di parti/aspetti del se. Impedendo l’armonia fisiologica dove non v’è regola stabilita..definita...migliore... in senso assoluto.... nel tentativo di estrapolarla hanno sventrato l’AMORE.
L’amore privato di parte di se (il lato oscuro – la bestia ferita) ha prodotto una catena di dis-amore.
Assistiamo alla nascita di esseri dis-abili a partorire, crescere, maturare con naturalità che l’ospedalizzazione del parto, travisando le modalità, interferendo con l’aspetto naturale del miracolo del parto ha creato. Esseri non eu-ghenei e talvolta non nati. Nati già “pazienti”.... “malati”.
Viviamo un paradosso drammatico, per permettere “nascite sicure in ospedale”.. in occidente, per il benessere  che risponde anche a superfluo in altri paesi i bambini muoiono di fame per lo sfruttamento delle risorse dove non vi è stata (fino ad ora) l’ospedalizzazione e le popolazioni hanno ...o, in taluni casi, purtroppo avevano. Mantenuto valore al tramitenà.., attraverso le nefandezze del mondo, uccidono la dignità e il valore dell’essere umano... e quindi in primis al valore del tramitenà.
Si uccidono esseri sani per mettere al mondo esseri ammalati.
 
Se, con una accezione più ampia del termine maternità, intendiamo il mettere al mondo... idee, arte... tutto ciò che va colto incubato curato amato, portandolo alla luce, ancor più evidente è l’immenso valore della maternità..... colei che sa.... in seno alla famiglia, alla comunità, alla società, al mondo.
 
Avendo chiara la svalorizzazione della maternità, troviamo risposta al perchè di tanti (se non tutti) fatti dolorosi, che tutti i giorni accadono e proliferano: guerre, soprusi, violazione dei diritti, violenze, stupri. Non penso sia un caso che tutto ciò avvenga in un periodo storico così svalutante per la donna, che è un attacco profondo al valore della maternità. L’ospedalizzazione selvaggia e generalizzata, con l’adozione di standard che non corrispondono all’unicità dell’individuo e del suo tramite, ha tolto dignità, rispetto e messo in discussione la capacità del tramite di fare il proprio compito, di fatto trasformando il primo attore in una comparsa....
In un mondo di comparse l’evoluzione della specie e seriamente compromesso. Gli attori divengono invenzione scientifica, sperimentazione. La dilagante mania di protagonismo (vedi quiz, talk-show, ecc.) trova una risposta
 
Senza la sicurezza e, talvolta in assenza della consapevolezza dell’essere tramite il valore del proprio compito si fa gravoso.
La donna oggi fatica moltissimo a svolgere quelli che sono i suoi compiti... sia perchè ne ha assunti molti che prima non erano suoi senza potere o riuscire a delegarne altri ai familiari e .... secondo me ... sia perchè non partorisce più “con tutte le sue forze”.... e non è iniziata alla conoscenza reale delle sue risorse, energie... FORZE.
Possediamo compiti innati che guardano oltre se stessi. Sacri inviolabili... alla base dei diritti umani...in quanto specie anche.
E nella specie .... ancora confido...
La que sabè attende.... non muore ..... e lavora sotto la neocorteccia...
 
Il valore della maternità è così potente che, pur schiacciata dalla cultura, dalla politica dall’economia del mondo e dal suo dna, la tramitenà fermenta, ribolle e con l’aiuto della Madre terra esplode ..........urla.................. chiama............................................................. e qualcuno arriva.......................................... e ...................si fa.. tramite........ TRAMITENA’
 
 
 
ERICA TACCI – VIA LAZZARINO BERTA 15, 54026 MULAZZO (MS)
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