Dee ed eroine

dee In tutto il mondo, da millenni, la maternità viene da sempre raccontata dalle storie di dee ed eroine, ecco quelle che ci piacciono di più.






Le dee del Parto

Le dee che presiedono la nascita sono molte in ogni tempo e in tutte le culture. Sono le grandi dee madri della vita e della morte, Ishtar, Kali, Eva, Tlazolteotl, Sheila na Gig consapevoli che la donna portando la vita, porta anche la morte nel mondo. O sono dee-levatrici come Artemide-Diana, Lucina, Egeria, la lappone Madder-Akka o ancora sono dee creatrici come Gea, l’australiana Kunapipi (il serpente arcobaleno), la sumera Mami, o l’africana Mawu.

Vengono venerate come divinità molte dee che rappresentano tutti i momenti e i passaggi importanti della maternità. Abbiamo così Nagar-Saga attributo della sumera Mami che ha il compito di sovrintendere alla formazione del feto, la dea lappone Uks che aveva il potere di decidere il sesso del nascituro,   l’egiziana Shait e la romana Carmenta che predicono il destino del neonato, l’irlandese Ain assicurava che nessun bambino venisse considerato illegittimo. A Roma Intercidona, Pilumnus e Deverra proteggono la puerpera dopo il parto dalla crudeltà del dio Silvanus, mentre Cunina e Carna proteggono le culle e i primi delicati mesi del bambino. Statina proteggeva i primi passi e Fabulinus le prime parole, di nuovo Carna, Educa e Potina erano le tre dee del nutrimento. Ogni singolo passaggio era presieduto da un’entità divina, una forma embrionale di psicologia. Le divinità avevano il compito di regolare e contenere lo sprigionarsi di emozioni nei momenti rituali di passaggio, tra i quali la maternità riveste per le donne un ruolo centrale.

Vediamo allora come tutte queste dee e le innumerevoli altre che possiamo rintracciare nella mitologia rappresentano con le loro storie degli insegnamenti che vanno oltre le singole culture per costituire un messaggio valido anche per le donne di oggi.



Articoli di questa rubrica
19-07-2015

Waddahgudjaelwon lo spirito della nascita degli aborigeni australiani

Mi affascinano le leggende di antiche popolazioni dove la realtà mi mescola alla fantasia. Dopotutto, c´è sempre un po´ di verità in ogni favola o leggenda anche di quelle raccontate dalle nostre nonne. Reed raccolse molte favole e leggende tramandate per centinaia di anni solo verbalmente dalle popolazioni aborigene australiane, facendone un libro. Nella nostra cultura si raccontava che i bambini nascevano sotto un cavolo o li portava la cicogna. Per gli aborigeni australiani invece...

19-07-2015

Giunone

Giunone era una delle dee più importanti del´antica Roma. Essa è stata identificata come la greca Era, anche se in origine era certamente una divinità locale legata al ciclo lunare.

19-07-2015

Coatlicue

Probabilmente fu la dea tolteca Chantico, venerata come Signora del fuoco, a fornire il modello per la madre azteca di tutte le divinità: Coatlicue. Gli altari di Coatlicue erano fatti di lava, e si diceva che avesse partorito lei l’ossidiana, roccia eruttiva importantissima in tutto il neolitico, perché serviva per ricavare ogni tipo di strumento e armi, ed il cui commercio rappresentò una delle più importanti reti di scambio tra zone anche lontanissime tra loro. La dimora di Coatlicue era in cima ai monti coperti di dense nuvole e attraversati dall’arcobaleno.

10-06-2009

La dea Fortuna

Il culto alla Fortuna è uno dei più antichi su suolo italiano. In esso si intrecciavano motivi legati sia alla fertilità che alle potenze oracolari. Esiste la prova che nel santuario prenestino il culto ufficiale alla Fortuna era gestito dai patres e dai sacerdoti virili, mentre quello femminile legato alla fecondità era appannaggio di collegi di matres.

06-04-2009

Demetra e Kore

Demetra e Kore, le due femminilità. I due modi di essere femminile della donna. Archetipi della madre e della figlia. Anticamente venivano rappresentate insieme, "o mitos deloi", come insegna il mito, venivano chiamate "to teo" la divinità, con un sostantivo duale che indica un´unica essenza che ha in sè due entità differenti. La donna, oggi come allora, sente il proprio equilibrio interiore, quando le possiede entrambe, quando ha dentro di sè la Madre interiore, ovvero la saggezza, l´autorità, la capacità di valutare e di decidere, la misura e il giudizio e la Figlia interiore, ovvero il gioco, la creatività, l´allegria. Come il mito insegna, quando la nostra Kore, viene rapita, in un momento di incoscienza, di inconsapevolezza, la nostra Demetra piange e si dispera, annienta la bellezza del mondo e la fertilità dei viventi fino a che non ritrovi il riso e con il riso se stessa e si ricordi che può, come insegna il mito, andare dal Padre degli dei, da Zeus e contrattare e pretendere il ritorno dell´amata Figlia e insieme annunciare nuove Primavere.

10-10-2008

La Dea madre come Rana o Rospo

Spesso, quando nominiamo il rospo, vengono suscitate emozioni: a qualcuno "fa senso”, qualcun’ altro lo trova molto simpatico e qualcuno è incuriosito, ma raramente si rimane indifferenti. Molti si chiedono: "Non è irritante?”, "Mia nonna mi diceva di non guardarlo perché avrebbe potuto spruzzarti addosso qualcosa lasciandoti la pelle macchiata”, "So che bisogna stare attenti a non farti orinare addosso perché può crearti dei problemi, è vero?”, ...

18-04-2008

Sheila na Gig

sheila

La dea celtica Sheila na Gig è una delle grandi dee della Vita e della Morte. Il suo nome significa Vecchia, il suo corpo è quello di una donna anziana e deforme, viene rappresentata nell’atto di divaricare con le mani la sua vagina, di autoesibirsi ridendo (come la greca Baubo). Essa racchiude in sé le contraddizioni umane, la vecchiaia e la nascita, il riso e la passione, la deformità e il potere.

E’ un simbolo del potere delle donne di partorire, di dare alla luce con fiducia le proprie creature, della capacità e della confidenza che una donna può avere con il proprio corpo e anche dell’estrema plasticità di un corpo femminile. E’ davvero un simbolo potentissimo !

18-04-2008

Artemide- Diana

Queste due grandi dee mediterranee, greca la prima, romana la seconda, hanno assimilato nei secoli molte dee anteriori, divenendo quindi particolarmente rappresentative. Artemide è una dea vergine, dea della luna, sorella di Apollo, appena nata aiutò la madre Leto a partorire il fratello, divenendo così la sua levatrice.

18-04-2008

Mami

Per i Sumeri la Creatrice di tutte le cose era l’onnipotente “Madre di tutti”, Mami, la regina della terra coronata da lapislazzuli.

18-04-2008

La Madonna nera

E’ oggetto di culto dalle epoche più remote fino ad oggi, dove ha santuari in tutta Europa, in Italia Loreto e Tindari sono due tra i più famosi santuari dove la devozione è viva e partecipata. Sembra che abbia “integrato” culti molto più antichi, come quello per Iside, o per Artemide. Tutte le grandi dee avevano un aspetto luminoso ed uno “oscuro”, pensiamo a l’indiana Parvati, la luminosa e la nera Kali. Quindi un aspetto creativo ed uno distruttivo. La Madonna nera viene oggi venerata come protettrice dalle catastrofi, e come guardiana delle nascite e della fertilità della donna. Come tale è una vera e propria dea odierna del parto.
La rosa a lei associata ha anche un significato alchemico, perché nella mano della Madonna simboleggia la conoscenza dei misteri della Grande Opera. La rosa rossa, o dorata, appartiene alla Madonna nera ed è simbolo della rubedo, quando il cuore si trasforma nell´oro più puro, di cui il Cristo è la tintura.

30-11-2007

Galati, la prima doula

Il mito la rappresenta così, affaccendata intorno al parto di Alcmena, che è in procinto di partorire Ercole. Mentre la levatrice aspetta, immobile, Galati, la doula si affanna fuori e dentro la stanza del parto, prepara i famosi “panni caldi” e l’acqua bollente immancabili in ogni rappresentazione del parto.